Rebecca, la prima moglie

rebecca la prima moglie

Una presenza infesta la magione di Manderly, le sue stanze e i terreni che la circondano. Un’eco che si materializza in oggetti dimenticati, da un soprabito a un libro, in piccoli gesti, consuetudini e abitudini imposte e mai dimenticate. Si tratta dello spettro di Rebecca la prima moglie del signor De Winter, un uomo che nasconde più di uno scheletro negli armadi della sua villa.


Quando la protagonista del romanzo, scaturito dalla penna di Daphne Du Maurier, incontra l’affascinante vedovo De Winter, rimane subito conquistata dai suoi modi, dall’alone drammatico che lo circonda, rendendolo simile a un martire, a un sopravvissuto che affronta ogni giorno il rinnovarsi di un doloroso lutto. La giovane, ingenua e sprovveduta, costretta a prestare servizio come dama di compagnia di un’impicciona e scorbutica signora, pensa di avere incontrato l’eroe di uno dei suoi libri rosa preferiti. Ha la tendenza a vivere in un mondo di sogni e fantasie, color confetto, a dimenticare di prestare attenzione all’evidenza. Un’abitudine pericolosa che la porta ad accettare su due piedi la frettolosa proposta di matrimonio del bel tenebroso, senza porsi troppe domande su cosa ne sia stato di Rebecca, la prima moglie.

Una volta arrivata a Manderly la fresca sposina si ritrova a fare i conti con la realtà: i servitori della magione sono stati abituati a venire comandati da un’elegante e abile dama di mondo e una di loro, in passato legatissima a Rebecca, non riesce ad accettare che un’intrusa possa prendere il posto della sua signora. La villa e i suoi dintorni sono disseminati di indizi, di tracce che porteranno la ragazza a scoprire cosa è successo alla sua bella lady De Winter. La vita vera non è semplice come un romanzetto d’appendice e nasconde più di un’insidia, più di una zona grigia. Ricostruire la vera personalità di Rebecca, attraverso il suo lascito, i suoi sussurri, porterà la seconda moglie a cambiare, a perdere la sua innocenza.

Daphne Du Maurier presenta al lettore una scatola del Cluedo di cui è semplice indovinare la risoluzione, scoprire il segreto dietro la scomparsa della prima moglie: non è altrettanto facile intuire le reazioni dei personaggi di fronte alla scoperta della verità. Manderly diventa una sorta di casa fantasma, un luogo carico di suggestioni, un cuore pulsante di rimorso e di colpa. I suoi interni, sotto la supervisione della domestica che vorrebbe indietro la sua Rebecca, sono un mausoleo, un museo della memoria consacrato al ricordo di una morta. I terreni, tra cui si annovera la tristemente ironica Valle della Felicità, e la spiaggia sono il regno di una natura inquieta, pronta a manifestarsi in forme da incubo e a restituire allo sguardo frammenti di un passato che non può essere sepolto.

Manderly diventa una testa pensante, il simbolo di un crimine che non può essere espiato. Un susseguirsi di stanze tortuose e di alberi dai rami intricati come i pensieri dei protagonisti del romanzo. La casa assurge così al ruolo di comprimario, di centro nevralgico di tensioni, destinato a trasformarsi in una rovina, in una casa stregata. Anche se, in questo caso, a fare paura sono i vivi, non i morti.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...