I sette vizi capitali del lettore

i sette vizi capitali del lettore

Mentre ero oppressa dal peso di un tomo di più di mille pagine, che non mi ha regalato nessuna gioia, ho pensato di stare pagando per i miei molti peccati letterari. Un lettore, oltre a provare gioie paradisiache o tormenti infernali, a seconda dell’esito delle sue scelte tra gli scaffali, può anche cadere in tentazione.

Ecco la mia personale rivisitazione in chiave libresca dei sette vizi capitali. Ovviamente, sono colpevole di quasi tutti:

  • Superbia: ti spinge a guardare dall’alto in basso i non lettori. Ti viene da pensare che non abbiano capito il vero significato della vita e che siano dei poveracci. Poi, ti dai una calmata e realizzi che non è proprio così. Dopo un bel bagno d’umiltà, ti decidi a lasciarli stare, però continui a credere che sarebbero più felici con un bel libro in mano.
  • Avarizia: commetti questo peccato quando non riesci a prestare i tuoi adorati “tesssori” a amici e parenti. Custodisci i preziosi di carta e inchiostro nello scrigno della tua libreria e ti metti a sputare fuoco come Smaug, se solo qualcuno prova ad allungare le mani. In mia difesa, posso dire di avere un’attenuante, anzi due: gli splendidi volumi che ho prestato e che non mi sono mai stati restituiti. Ci dev’essere uno speciale girone infernale riservato a chi non crede al motto si chiama Pietro e torna indietro.
  • Lussuria: quando accarezzi con lascivia le copertine più belle e annusi la dolce fragranza delle pagine come se fosse il più inebriante dei profumi.
  • Invidia: la provi quando passi i fine settimana cercando immagini delle più belle librerie del mondo e diventi inevitabilmente geloso dei loro proprietari. Specialmente se hai quattro scaffali in croce e libri ammucchiati in ogni dove, persino in bagno. Per non parlare del rancore nei confronti dei ricconi che scialacquano le loro fortune in gingilli pacchiani: se un vero booklover come te avesse tutto quel denaro a disposizione, farebbe la felicità di ogni editore.
  • Gola: la fame insaziabile di nuovi romanzi che ti spinge ad averne almeno tre sul comodino anche se non hai ancora finito quello che stai leggendo. C’è anche una variante che consiste nel fare indigestione di fanfiction, fanart e articoli dedicati ai tuoi testi preferiti.
  • Ira: funesta e di solito rivolta a editori o scrittori. Capita quando scopri che una serie non verrà più pubblicata nel tuo paese perché non ha avuto abbastanza successo. Oppure se il tuo personaggio preferito viene fatto fuori, mentre altri decisamente più inutili vengono risparmiati. Per fortuna, quasi sempre, con l’aiuto di una bella camomilla e di internet si riesce a rimediare a entrambi i problemi: nel primo caso si cercano le edizioni originali, mentre nel secondo si resuscitano i propri beniamini con le fanfiction (possono piacere o meno, ma di sicuro hanno aiutato l’umore di più di un lettore). Quanto alle case editrici e agli autori di solito riescono a farsi perdonare con nuove uscite e nuovi eroi.
  • Accidia: la pigrizia si può insinuare nella vita del lettore in più di un modo. Può spingerti a fare le orecchie alle pagine per tenere il segno o, peggio ancora, a lasciare i testi aperti a faccia ingiù rovinandone la rilegatura. Oppure, ti può spingere a abbandonare una lettura dopo i primi capitoli o a saltare direttamente al finale di un libro noioso.

Siete mai caduti in tentazione? Avete ceduto a uno di questi vizi capitali in salsa libresca? Avete in mente altre interpretazioni per questi peccati degni dei più assidui booklovers? “Confessatevi” nei commenti 😉. Alla prossima e buone letture.

P.S. Se qualcuno si stesse chiedendo che ne sarà del librone che mi ha messo in testa l’idea per questo articolo, la risposta è semplice: salterò pagine e capitoli per arrivare alla fine il più in fretta possibile e lo cancellerò dalla memoria. Vi avevo detto che sono una peccatrice senza vergogna, no?

26 pensieri riguardo “I sette vizi capitali del lettore

  1. Ciao. Prima di tutto complimenti per l’ articolo interessante e originale. Non ti chiederò il titolo del tomo che ti ha perseguitata, invece ti confido il mio vizio capitale da lettrice. Devi sapere che mia sorella compra una gran quantità di libri che poi non ha il tempo di leggere…me li faccio prestare e poi non li restituisco. Ammetto che non me li ha mai chiesti indietro, forse non ricorda nemmeno di avermeli dati e io mi guardo bene dal ricordarglielo! A presto!

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  2. bellissimo post Benny!!! è la nostra carta di identità…. gola è il mio top… l’unico di cui non mi sento colpevole è l’avarizia, perché la mia libreria è considerata la “biblioteca” del nostro giro di amicizie: io però mi segno tutti i libri che presto e dopo un mese comincio a tampinare finché il libro non torna a casina… per me, aggiungerei un vizio: pignoleria, perché passo ore a mettere in ordine i libri. Funziona così: scaffali ordinati per paese o continente di appartenenza e, all’interno, in ordine alfabetico per autore…. sono un po’ paranoica ma così si trovano subito!

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    1. Grazie mille Pina ;). I tuoi amici e amiche sono davvero fortunati, visti i bei titoli di cui ami circondarti :). Io li vorrei ordinare per bene, ma ho ancora l’impressione che le cose non funzionino, perché vorrei anche che l’estetica avesse la sua parte e così finisco per privilegiare accostamenti di colore e misure rispetto a regole di buon senso… Però, so trovare subito i titoli di cui ho bisogno!

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  3. Post molto originale e divertente. Complimenti! Io mi posso definire una “accumulatrice compulsiva”. Accumulo libri che magari non leggerò prima di qualche anno! E sono d’accordissimo con te sul girone infernale apposito per chi li prende in prestito e non li restituisce. Ormai per noi lettori l’avarizia è diventata una forma di sopravvivenza.

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    1. Grazie! Anche tu… dando un’occhiata ai commenti mi sto accorgendo che potremmo formare un club di lettori-prestatori traditi! I vendicatori in versione bookaddict? Ti auguro buone letture e di non perdere più nessuno dei tuoi volumi 🙂

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  4. Ciao, gran bel post!

    Lo ammetto, pecco parecchio. Di avarizia, ira, gola e accidia, in particolare. Avido nel prestare, senza dubbio, e quando lo faccio sto in ansia. Furioso coi librai che non mettono i libri in ordine, coi volumi palesemente sovrapprezzati, con gli scaffali sguarniti di opere interessanti e traboccanti ciarpame. Pecco di gola quando compro una marea di saggi e romanzi di cui leggo, puntualmente, un volume su dieci, e dimentico di aver comprato gli altri. Ma soprattutto pecco di accidia, e in ogni modo possibile: abbandono i libri che mi annoiano senza guardarmi indietro, salto frasi, pagine, capitoli che reputo noiosi o inutili per arrivare al punto, lascio i libri in giro invece di metterli a posto…

    Sì, sono proprio un lettore di m…!

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  5. Se faccio una analisi dei sette vizi capitali da te descritti, probabilmente quello in cui mi ritrovo di più è la lussuria.
    La mia bontà mi ha portato a prestare qualche libro per diffondere un po’ di cultura…purtroppo i libri non sono mai tornati indietro. Penso che pecchero’ anche di avarizia. 😉

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