San Valentino da lettori: L’uomo difficile

l'uomo difficile hofmmannsthal citazione

Come vuole la migliore tradizione di questo blog, il post di San Valentino riguarda una storia d’amore particolare, non troppo zuccherosa e sdolcinata. Quest’anno ho deciso di parlarvi del dramma L’uomo difficile di Hugo von Hofmannsthal: un’opera teatrale incentrata su equivoci e fraintendimenti. Per raggiungere il lieto fine, gli amanti devono riuscire a leggere tra le righe, a guardare non tanto ai discorsi pronunciati quanto a piccoli gesti  rivelatori.
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Il nostro protagonista è Hans Karl un gentiluomo che preferisce il silenzio alle discussioni: è convinto, non del tutto a torto, che le parole siano strumenti imprecisi e che possano creare più malintesi che risoluzioni. In teoria, dovrebbe essere un uomo indecifrabile, un codice impossibile da comprendere, ma in realtà basta guardarlo attentamente per capire cosa gli passa per la testa:

Hans Karl. Mi fai troppo onore. Sono la persona meno complicata al mondo. (Ha aperto un cassetto della scrivania). Ma non so come ti sia venuta l’idea- sono legato a Helen, è una specie di cugina, l’ho conosciuta quando era ancora così piccola-potrebbe essere mia figlia.
(Cerca qualcosa nel cassetto).
Crescence. Piuttosto la mia. Ma non la vorrei come figlia. E tanto meno vorrei quel barone Nehoff come genero.
Hans Karl. Neuhoff? È una storia così seria?
Crescence. Lo sposerà
(Hans Karl chiude di colpo il cassetto.)

Il drammaturgo è abilissimo nel catturare questi piccoli gesti, questi indizi rivelatori, che ci svelano così tanto dei suoi personaggi. La sua opera è un continuo gioco di specchi tra testo e sotto-testo, tra le battute degli attori e le loro vere intenzioni:

(…) al totale fallimento della comunicazione (…) Hofmannsthal cerca di ovviare con altri mezzi. All’indicibile si allude tra le righe, nelle didascalie, attraverso l’indiscreta gestualità dei personaggi, nelle pause e nei silenzi. (Dall’introduzione di Silvia Borri).

Solo davanti a Helene, la donna che ama, ma che rischia di perdere per colpa dei suoi tentennamenti e del suo carattere “difficile”, Hans Karl rivela i suoi veri sentimenti. Ovviamente, in modo tortuoso, perché lui è il primo a essere confuso, a non aver capito davvero cosa prova:

Hans Karl. (…) ho potuto pensare ad un tratto che cos’è: un essere umano. E come deve essere: due esseri umani, che mettono la propria vita l’uno nelle mani dell’altro e diventano come un solo essere umano. Ho potuto immaginare, o almeno avere un’idea, cosa conduce a questo, quanto sia sacro e meraviglioso. E stranamente non era il mio matrimonio, che contro la mia volontà era al centro di questo pensiero… sebbene sia assolutamente possibile che io mi sposi un giorno… ma era il suo matrimonio,Helen.
Helene. Il mio matrimonio! Il mio matrimonio… ma con chi?
Hans Karl. Non lo so (…).

Facepalm. Con chi? Davvero Hans? Io e gli altri lettori ti perdoniamo solo perché sappiamo quanto sia complicato l’amore e quanto possa ingarbugliare cuori e menti. Il nostro protagonista è già di per sé un uomo macchinoso e cervellotico: se ci si mette anche la passione a scombinare il suo palazzo mentale di auto-inganni, la situazione rischia davvero di sfuggirgli di mano. Per evitare che questa commedia degli equivoci degeneri in tragedia, serve l’intervento di qualcun altro, di una persona altrettanto complessa, di un doppio capace di capire Karl, ovvero di Helene. Lei ha il delicato compito di agire come uno specchio saggio e ironico, capace, perdonate il gioco di parole, di far riflettere il nostro insicuro gentiluomo:

Hans Karl. Oh mio Dio, non riesco a capir. Lo dica!
Helene. Capisco tutto molto bene. Capisco cosa l’ha spinta via e cosa l’ha fatta tornare.
Hans Karl. Lei capisce tutto? Non capisco io stesso.
Helene. (…) Ciò che l’ha condotta qui è stata la sua diffidenza, il suo timore i se stesso… se ne ha a male?
Hans Karl. Di me stesso?
Helene. Della sua volontà più vera e più profonda. Sì, essa è scomoda, non conduce sulla via più piacevole.

C’è ancora speranza per il nostro protagonista e per tutti gli amanti-amletici che concepiscono i rapporti umani e, specialmente, l’amore, come equazioni troppo difficili da risolvere. Talvolta, anche le parole, questi strumenti imperfetti, ma sublimi, possono darci una mano. Buon San Valentino lettori!

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