Manga gotici 1/2: D. Gray Man

D. Gray man un manga gotico

Quest’anno ho iniziato le pulizie di primavera in anticipo: dando una sistemata agli archivi del blog. Mentre rileggevo post imbarazzanti e mi riempivo di complessi, mi sono imbattuta in serie di articoli legati al genere gotico e mi sono accorta che non vi ho mai parlato di due manga che affondano le loro radici in questo filone letterario. Direi che è giunto il momento di rimediare e di tuffarci nelle affascinanti tenebre di D.Gray Man e Black Butler, con una sorta di speciale in due puntate.

Sono opere tutt’ora in corso di pubblicazione, quindi se non le avete mai lette partite avvantaggiati: potete recuperare con calma gli arretrati, in attesa dei nuovi aggiornamenti, invece di maledirvi da soli perché vi siete auto-spoilerati cercando notizie su Tumblr. Queste due storie sono iniziate da parecchi anni e, proprio per questo, hanno avuto modo di evolversi e di trasformarsi col passare del tempo, sino a diventare dei veri e propri cult, con tanto di adattamenti animanti. Iniziamo a conoscere meglio la prima, D. Gray man, e a capire quali elementi la rendono “gotica”.

La mangaka Katsura Hoshino ha reinventato la classica figura dell’esorcista e il mito di Frankenstein. I protagonisti del suo manga fanno parte dell’Ordine Oscuro, una misteriosa congrega che cerca di salvare l’umanità dalla minaccia del Conte del Millenio.

Il conte si insinua nei cuori delle persone, attaccandole quando sono più vulnerabili, quando hanno appena perso qualcuno. Si presenta davanti al vedovo o all’orfano di turno con un’offerta irresistibile: grazie a uno dei corpi magici di sua creazione, una specie di scheletro metallico, l’anima del caro estinto potrà essere richiamata dall’Oltretomba.

Ovviamente, c’è una fregatura: lo spirito ritorna sulla terra, si lega all’armatura, ma è costretto a uccidere chi ha stipulato il patto e ad impossessarsi del suo corpo. Nascono così gli akuma: armi formidabili, capaci di confondersi tra la folla, che hanno il compito di sterminare quante più persone possibile.

Gli esorcisti sono gli unici in grado di distruggere queste sinistre marionette mortali: ognuno di loro può sincronizzarsi con un frammento di cristallo divino, l’innocence, che ha la capacità di purificare gli akuma. In alcuni casi, l‘innocence si trova all’interno di un oggetto qualsiasi che si trasforma quando viene evocato dal suo possessore, assumendo qualità sovrannaturali. In altri, il cristallo risiede in una parte del corpo dell’esorcista che presenta caratteristiche anormali.

Allen Walker, il protagonista del manga, è nato con un braccio deforme, che nasconde al suo interno un frammento del cristallo. Inoltre, il suo occhio sinistro, a causa di una maledizione, gli permette di individuare gli akuma e di vedere le anime sofferenti intrappolate al loro interno. A lui e ai suoi compagni esorcisti viene affidata una missione di estrema importanza: recuperare il cuore, il frammento più importante dell’innocence, l’unico che potrebbe alterare le sorti della guerra, prima che finisca nelle mani del Conte o dei suoi sinistri alleati, i Noah.

Questa, in breve, è la trama di D. Gray Man (vi consiglio anche il bellissimo articolo che L’isola Miraggio ha dedicato a questa serie). Vediamo ora di portare allo scoperto alcune delle sue radici gotiche:

1) L’ambientazione. La storia si svolge in un‘Europa ottocentesca avvolta dall’oscurità. Le chiese diroccate, i castelli inquietanti e i lugubri cimiteri, rischiarati da un’esile falce di luna, sono una costante del manga.

2) Segnali di stile alla Tim Burton. Come ha notato più di un lettore dell’opera, il design degli akuma e di alcuni dei protagonisti di D. Gray Man è degno di uno dei film di questo regista. I merletti, il trucco, il colore nero e vestiti che sembrano usciti da certi negozietti di Camden Town la fanno da padrone nei primi volumi. Purtroppo, lo stile “burtoniano” si è perso col proseguire della serie: il tratto grafico di Hoshino è diventato più schematico e lineare.

3) Il mito di Frankenstein. La figura del Conte e le sue mostruose creazioni, riportano alla mente il romanzo di Mary Shelley: il desiderio di sovvertire l’ordine naturale, cercando una scappatoia alla morte, genera sempre tragedie. La mangaka ha saputo rielaborare in modo magistrale l’angoscia che attanagliava i vittoriani davanti ai sempre più sconcertanti progressi dell’industria e della scienza.

4) Melmoth l’errante. Il misterioso avversario degli esorcisti, come Melmoth, ha un’esistenza innaturalmente lunga e deve vagare per il globo alla ricerca di qualcuno a cui proporre patti scellerati.

5) Dracula. Nel quarto volume, fa la sua entrata in scena Aleister Crowley, una singolare reinterpretazione della classica figura del vampiro. Per non parlare delle gag comiche, con tanto di paletti e collane d’aglio (che sembrano uscite da una scena di Frankenstein Junior) in cui vengono messi in luce tutti i cliché legati a Dracula & company.

6) Dottor Jekyll e Mister Hide. Il tema del doppio è fondamentale nel manga: sin dalla prima copertina, si viene a delineare una contrapposizione tra bianco e nero, tra Allen e Il Conte. Un’opposizione che, col proseguire dell’opera, diventerà sempre più sfumata e ambigua. Perché, come suggerisce il titolo, nel mondo in bianco e nero degli esorcisti, il grigio gioca un ruolo molto più importante di quanto non si pensi: l’Ordine oscuro nasconde più di uno scheletro nei suoi armadi; molti personaggi hanno dei segreti; le identità e le lealtà degli attori di questo dramma verranno messe in discussione.

Nella prossima puntata, vi parlerò del manga vittoriano per eccellenza: Black Butler. Tenete a portata di mano i vostri romanzi gotici preferiti e una buona tazza di tè.

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