London: il romanzo di Londra

london il romanzo edward rutherfurd

Doctor Who, l’alieno viaggiatore con dodici incarnazioni differenti alle spalle, è diventato uno dei simboli del Regno Unito. Mi è venuto in mente, mentre leggevo London, perché questa sorprendente biografia della città è una vera e propria macchina del tempo, in grado di mostrare i diversi volti di una metropoli in capace di rigenerarsi più volte, per affrontare nuove sfide.

Nel romanzo di Edward Rutherfurd si succedono diverse generazioni legate dal filo azzurro dell’imperturbabile Tamigi: famiglie che danno vita a intricati alberi genealogici, i cui rami si estendono dall’era della Londinium romana sino a quella attuale. Questi personaggi rappresentano lo spirito della City, le idee, le energie e i sentimenti che la hanno plasmata. Di capitolo in capitolo, vedrete sfilare davanti ai vostri occhi astuti mercanti, zelanti puritani, pirati, attori, traghettatori, birrai e suffragette combattive.

I mercuriali Ducket incarnano lo spirito del fiume, mentre gli intriganti Silversleeve rivestono spesso il ruolo del villain di turno. Guai però a dare qualcosa per scontato: un nuovo colpo di bacchetta di Prospero può invertire i ruoli, cambiare livree, classi sociali e moralità. I personaggi di Rutherfurd, con le loro luci e ombre, punti di forza e debolezze, sono il prototipo del perfetto londinese: un cittadino sveglio, non necessariamente nato in città, che sa cogliere i meccanismi che regolano la vita della metropoli e che la ama incondizionatamente, nonostante i suoi difetti.

londra tramonto panorama

La folla multiforme che anima le pagine di London ricorda, a tratti, i personaggi di Dickens: Rutherfurd ha disseminato più di un omaggio al grande narratore vittoriano nel romanzo, riutilizzando nomi come Silas e rielaborando alcune scene iconiche, come lo scambio di prigionieri de Le due città. Però, sopra tutti i Ducket o i Silversleeve di turno, si impone un unico attore protagonista: Londra stessa. Le sue trasformazioni, la sua biografia, i suoi luoghi più iconici catturano l’attenzione del lettore.

Nei capitoli iniziali, lo scrittore descrive gli albori della capitale:

Londinium si stendeva placida sotto un limpido cielo azzurro. Era un luogo incantevole. Le colline gemelle in riva al fiume erano state trasformate in pendii dolcemente arrotondati, che digradavano in terrazze armoniose. In cima alla collina orientale sorgeva un maestoso foro, i cui composti edifici di pietra riflettevano la luce del sole con pallido sguardo.

Questo è il punto di partenza di un sontuoso viaggio letterario attraverso le epoche, di cui vi sto dando solo piccolo assaggio. Di pagina in pagina, di secolo in secolo, potrete ammirare le mutazioni della capitale inglese e assisterete alla nascita di alcuni dei suoi monumenti-simbolo:

In riva al fiume, al disotto dei pendii abitati dai corvi, una nuova costruzione iniziava a sorgere.
Era sempre stato un angolo tranquillo, quell’angolo sudorientale della città dove l’antico muro romano scendeva fino al Tamigi e lo sperone della collina orientale creava un teatro naturale all’aperto ai bordi dell’acqua. (…) su quella verde distesa riparata era stato creato un grande terrapieno, dietro il quale si stagliavano le fondamenta di un nuovo edificio. Nonostante i lavori fossero agli inizi, si vedeva che sarebbe stato imponente.
Fu costruito in pietra grigia, e venne chiamato la Torre.

torre di londra
Bob Collowan/Commons/CC-BY-SA-4.0

Rutherfurd dà ampio risalto anche ai luoghi iconici che ognuno di noi vorrebbe visitare perché sono legati ad autori del calibro di Chaucer e Shakespeare, dalle taverne di Southwark, meta dei pellegrini diretti a Canterbury, all’immortale Globe. La sua penna è in grado di catturare lo spirito di questi angoli leggendari di Londra, permettendovi di immaginare cosa si provasse bevendo una pinta insieme a Geoffrey o entrando nella magica o di legno del teatro elisabettiano.

London mette in luce, senza mai annoiare il lettore, il meglio dell’architettura inglese, dai soffitti a incastro del palazzo di Hampton e di Westminster Hall, alla perfezione di Queen Hall:

Isolata dal muro esterno del giardino del vecchio palazzo, con la facciata rivolta verso il parco, questa splendente villa bianca in stile italiano, alta appena due piani, con tre serie di finestre al centro e due per lato, appariva così essenziale, così classicamente perfetta che poteva costituire il modello per l’opera di un orafo argentiere.

Rutherfurd celebra il genio dei costruttori che hanno reso grande la City. Tra tanti nomi illustri, spicca quello di Christopher Wren, l’astronomo-architetto che ha ricostruito Saint Mary-le-Bow, realizzato la chiesa di Saint Bride, il cui campanile ha ispirato la torta nuziale, e progettato uno dei simboli della capitale inglese: l’imponente Cattedrale di Saint Paul, con la sua cupola di piombo.

cattedrale di san paolo londra

Oltre a commemorare i diversi talenti che hanno contribuito ad accrescere la fama della metropoli, l’autore rivela l’origine dei nomi di alcuni quartieri, strade e piazze, divenuti famosi in tutto il mondo:

Piccadilly era un posto di gran moda. In origine il suo nome era stato un scherzo perché il mercante che aveva comprato il terreno aveva fatto la sua fortuna fornendo picadils – gorgiere di pizzi increspati – alle corti di Elisabetta e degli Stuart. Posta fra la corte di Saint James e Pall Mall a sud, e i nuovi quartieri eleganti come Grosvernor Square e Hannover Square a nord. Piccadilly era divenuto un luogo di ritrovo della migliore società. E lì si apriva un negozio (…) splendido. (…) Fortnum and Mason.(…)Vi si comperava di tutto: ogni genere di spezie e prodotti coloniali, oggetti curiosi, strani monili, ghiottonerie esotiche importate per mezzo della Compagnia delle Indie orientali. Ma la cosa più fantastica era l’arredamento del negozio: splendide vetrine, luci brillanti, poltrone da salotto aristocratico.

Rutherfurd guida il suo pubblico lungo il fiume, da una sponda all’altra, dall’Est End al West End, mentre la sua penna continua a dosare sapientemente verità e finzione. A fine lettura, prende congedo dal lettore lasciandogli più di un insegnamento. Tra i più preziosi, la consapevolezza Londra, in tutte le sue rigenerazioni, è stata un crogiolo etnico e che la sua ricchezza deriva proprio dall’incontro di culture differenti.

Photo credits: Photo by DAVID ILIFF. License: CC-BY-SA 3.0″, Di Bernard Gagnon – Opera propria, CC BY-SA 3.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=3664978

10 pensieri riguardo “London: il romanzo di Londra

  1. Le tue recensioni hanno uno stile piacevolissimo e sono in grado di persuadere il lettore, te lo avranno già detto. 😀 Questo libro, in particolare, mi intriga parecchio. Adoro conoscere l’evoluzione storica di un luogo attraverso aneddoti e vicende ricollegate ai personaggi importanti che lì vissero. Magari anche i libri di storia mostrassero lo spirito e l’anima di ogni epoca invece che limitarsi a raccontare eventi e date.

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    1. Ti ringrazio: mi fa bene al cuore sapere queste recensioni riescono interessare i lettori :). Questo libro, secondo me, riesce molto bene a mostrare lo spirito di Londra (come dici tu, i libri di storia dovrebbero riuscire a essere così coinvolgenti, ma la necessità di oggettività tende a ad appiattirli). P.S. Rutherfurd ha scritto anche altri romanzi simili, che potrebbero rivelarsi altrettanto interessanti. Buone letture :).

      Piace a 1 persona

    1. Ops, non avevo preventivato questo rischio quando ho scritto l’articolo ;). Che vuoi che ti dica, io ci sono andata proprio sull’onda di tanti romanzi che mi hanno affascinata! Buone letture 🙂

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