Dal film… al libro: 10 esempi

dal film al libro

Quando si parla di lettori e di film viene subito in mente un dramma: quello dei romanzi che, una volta trasportati sul grande schermo, diventano irriconoscibili. I personaggi sono vittima di strane metamorfosi, le trame subiscono amputazioni o vengono annacquate… Il catalogo delle atrocità è lungo e variegato. Ne ho viste di brutte (La solitudine dei numeri primi, in primis). Oggi non voglio parlarvi di questa tragedia, anzi voglio proprio ribaltare la situazione, raccontandovi le rare occasioni in cui mi sono trovata dall’altra parte della barricata: sono partita dalla pellicola per approdare all’inchiostro.

Dieci volte in cui sono passata dal cinema agli scaffali di una libreria:

1 Il gobbo di Notre-Dame. Dopo aver visto il musical di Cocciante, ho sentito puzza di bruciato: ho intuito che la vera storia era stata decisamente edulcorata e che il caro Febo non era poi questo stinco di santo. Così sono partita alla scoperta del tempo delle cattedrali, anche se avrei preferito che il sommo Victor Hugo fosse meno prolisso in alcuni capitoli.

2 Frankenstein di Mary Shelley. Lo so, il film si prende molte, troppe libertà rispetto all’originale, ma, per fortuna, l’ho visto prima di leggere il romanzo. Le atmosfere gotiche della pellicola mi hanno affascinata, tanto da spingermi a comprare il classico di cui avevo tanto sentito parlare: sono sprofondata negli abissi del gotico, da cui non sono mai riemersa. Non me ne pento.

3 La leggenda del pianista sull’oceano. Qui il regista è partito avvantaggiato, perché il testo di Baricco è nato come un monologo teatrale, quindi si prestava già di per sé a essere recitato. Per me, l’impareggiabile pianista Novecento avrà sempre il volto di Tim Roth e suonerà le note di Morricone, ma mi piace anche poterlo rincontrare, ogni volta che voglio, tra le pagine.

4 Master and Commander: sfida ai confini del mare. Anni fa, dopo aver chiuso gli occhi davanti a un profluvio di sangue, guts e gore, ho spento la tv e ho deciso di passare ai romanzi di Patrick O’Brian: la mia immaginazione è capace di non diventare “troppo grafica”. Per me, Jack Aubrey non è necessariamente Russel Crowe, ma devo ammettere che la pellicola riesce a riassumere lo spirito di questa epica saga marinaresca.

5 Il conte di Montecristo o i conti di Montecristo, se preferite: dopo aver visto innumerevoli adattamenti, per il piccolo e il grande schermo, ho letto questo classico. Alexander Dumas ha creato una storia più emozionante di tante serie tv, che vale la pena di assaporare in versione originale e integrale, per scoprire l’autentico e oscuro Edmond Dantès.

6 Sherlock Holmes di Guy Ritchie. Questo film (per non parlare della serie televisiva targata BBC con Benedict Cumberbatch e Martin Freeman) mi ha spinta tra le braccia del Canone. Ora che conosco meglio l’opera di Doyle, posso cogliere più facilmente tutti i riferimenti all’originale e non mi lascio sfuggire nessuna nuova incarnazione, letteraria o cinematografica, del detective di Baker Street. Adesso, sto aspettando l’entrata in scena di Miss Sherlock.

7 Il grande Gatsby di Baz Luhrmann. La pellicola con protagonista Leonardo DiCaprio è stata una vera e propria rivelazione, un invito a esplorare i ruggenti anni del jazz, a partire all’inseguimento dell’elusiva luce verde. A colpirmi, sono stati soprattutto i passaggi più “letterari” in cui potevo intravvedere dietro la voce narrante (Nick) quella dell’autore (Fitzgerald). Ovviamente, ho finito col leggere il libro, anche se non sono riuscita a dare ai personaggi un volto diverso da quello delle loro controparti cinematografiche. Ho rimediato con Belli e dannati: la mia immaginazione è potuta partire da zero, senza un set e un cast già pronti a priori.

8 Il giovane favoloso. L’interpretazione magistrale di Elio Germano mi ha spinta a riscoprire un autore che avevo già amato sui banchi del liceo. Non c’è niente di meglio che riguardare questo film dopo aver sfogliato I canti e aver letto il Leopardi di Citati.

9 Grand Hotel Budapest. Quando ho visto per la prima volta questa sorta di “Cludeo”, reso unico dallo stile inimitabile di Wes Anderson, ho avuto l’impressione di starmi perdendo qualcosa. Per esempio, non avevo la minima idea di chi fosse Mendel. Quando ho scoperto che il film era stato ispirato dalle opere dello scrittore Stefan Zweig, sono subito corsa in libreria. Grazie a Anderson, ho scoperto un autore capace di catturare, come nessun altro, i momenti fatali che segnano le nostre esistenze.

10 Il paradiso degli orchi. L’ultima mia infatuazione cinematografico-letteraria. Dopo aver assistito alle tragicomiche disavventure del capro espiatorio per vocazione e dalla bizzarra e vivace famiglia, non ho potuto fare a meno di partire alla scoperta del Ciclo di Maulassène di Daniel Pennac.

Vi è mai capitato di leggere un libro, dopo averne visto l’adattamento sul grande schermo? Oppure vi è sempre toccato andare al cinema dopo aver divorato il romanzo, sapendone molto di più dei vostri amici, e tremando all’idea di veder fatto a pezzi uno dei vostri testi preferiti? (C’è anche un’altra, imbarazzante, opzione, ma la tengo in serbo per il nostro prossimo incontro virtuale.)

23 pensieri su “Dal film… al libro: 10 esempi

  1. Su Holmes, mi sono interessato alla saga di Conan Doyle grazie alla serie tv più che al film. Un giorno riuscirò a finire il Canone (prima o poi). Idem per Hornblower (prima la serie e poi il primo libro, gli altri li devo recuperare).
    Per quanto riguarda i libri ed i rispettivi adattamenti al cinema, mi sono quasi sempre trovato nella situazione di aver già letto il libro (o di non leggere il relativo libro dopo aver visto l’adattamento). Una delle poche eccezioni, seppur non sia un romanzo ma una graphic novel (e che graphic novel mi viene da aggiungere) è Watchmen. Vidi il film di Snyder e ne rimasi colpito, acquistai poco dopo il fumetto di Moore (un capolavoro) anche se, probabilmente, il finale del film è superiore a quello dell’opera originale (anche se l’opera originale è una pietra miliare mentre il film è godibile ma non piò essere certo considerata un’opera straordinaria).

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    1. In effetti, ai lettori seriali capita spesso d ritrovarsi a vedere il film, conoscendo già il libro da cui è stato tratto. Per Sherlock, credo che la serie sia stata una buona spinta verso il Canone per molti spettatori. Quanto al mio caro Horatio, l’assenza di Kennedy e altre differenze nella caratterizzazione mi portano a preferire (eresia!) la serie. Buona Pasqua e buone letture 🙂

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  2. Bellissimo “La leggenda del pianista sull’oceano”. Prima o poi comprerò anche il libro.
    Ho guardato al cinema per ben due volte “The Martian” e dopo ho comprato e letto anche il libro di Weir. Lasciando da parte le solite critiche su qualche parola tradotta male, mi è piaciuto molto sia il libro che il film. La trasposizione cinematografica è molto fedele.
    Altro libro letto dopo aver visto il film è “Verso l’infinito” di Jane Hawking (moglie del celebre cosmologo) dal quale ha preso forma la pellicola de “La teoria del tutto”. 🙂

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  3. Condivido assolutamente il punto 6 e 7! 😍 A volte guardando un film non solo mi nasce la voglia di leggere il libro da cui è stato tratto, ma mi capita di voler approfondire/ appassionarmi di un nuovo ambito (come il jazz in Il Grande Gatsby). Ovviamente può succedere anche esattamente l’opposto, come con “La forma dell’acqua”. Dopo aver visto il film, non ho molta curiosità di leggerne il libro.
    Un film che mi ha dato il via per appassionarmi a tutta la saga dei libri è Shadowhunters, una delle mie saghe fantasy preferite.😍

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  4. Aussie Mazz

    È molto raro che abbia letto il libro dopo aver visto il film. Per ora mi vengono in mente solo “Jurassic Park” e “Il mondo perduto”, che sono davvero diversi dai film, soprattutto il secondo.

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    1. Sinché non ho letto il libro, ho continuato a pensare a Dantes come a Depardieu, ma la lettura mi ha fatto cambiare idea perché il caro conte è ben più fosco. Quanto a Jack Aubrey temo che nel film si perda un po’ della grandezza del personaggio e del suo autore, anche per amare queste saghe bisogna essere un po’ fissati (io lo sono) con la Age of Sail. Buone letture e buone visioni!

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  5. Pingback: Film vs libro: Il paradiso degli orchi – unreliablehero

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