I segreti di Londra

i segreti di londra

Ancora tu, ma non dovevamo vederci più? Sì, ci sono ricascata: ho letto l’ennesimo libro sulla capitale inglese. A mia discolpa posso solo dire che sono di nuovo riuscita a scoprire qualcosa di nuovo, a non trovare più di tanti punti di contatto con le mie letture precedenti. Quindi, se non siete ancora sazi di viaggi letterari very british, vi invito a partire alla scoperta de I segreti di Londra, in compagnia di Corrado Augias.

Augias ha la capacità di farti sentire in imbarazzo davanti ai souvenir pacchiani che puoi aver comprato durante le vacanze o all’ennesimo scatto che ti ritrae vicino a una località turistica ormai inflazionata. Perché, secondo lui, se non sei disposto a conoscere la storia della metropoli che stai visitando, ad andare oltre la superficie per comprendere i mutamenti che ha subito nel corso del tempo, avresti fatto meglio a rimanere a casa:

Di Londra questo libro racconta alcune storie capaci di restituire a certe sue parti uno spessore e uno sfondo. Vi figurano eventi e luoghi rivisti nella successione dei fatti e dei personaggi che li hanno animati. Tutti insieme vorrebbero non solo essere il ritratto di una straordinaria città, ma servire anche come antidoto nei confronti della dannazione del viaggiatore moderno: lo scetticismo.
Oggetti o paesaggi non valgono nulla senza la memoria di chi li guarda.

Ogni capitolo del libro è un invito a non lasciarsi sopraffare dalla fugacità del presente, a volgere lo sguardo verso il passato, per poter capire davvero cosa stiamo guardando. Però, se con I segreti di Parigi e con I segreti di Istanbul mi è sembrato di stare davvero passeggiando per le quelle città, in compagnia di un cicerone d’eccellenza, leggendo questa guida ho avuto tutt’altra impressione. Mi è parso di essere salita a bordo del Tardis (perché ogni volta che scrivo di Londra finisco col citare Doctor Who?) e di stare “saltando” in modo schizofrenico di epoca in epoca.

Tutte le sezioni dell’opera ruotano attorno a un preciso luogo di cui ci vengono svelati i retroscena inediti: un punto fisso da cui comincia un viaggio a ritroso nel tempo. Ho trovato questa prospettiva un po’ limitante: mi ha privata dell’ebbrezza che avevo provato camminando per Istanbul insieme a Augias e a Pamuk. Però, il libro ha comunque un indiscutibile fascino ed è un ottimo punto di partenza per chi sta progettando un soggiorno nella city o vuole anche solo conoscere meglio la metropoli e lo spirito dei suoi abitanti.

londra collage foto

Vista la struttura del volume, questa volta l’“assaggio” che vi propongo è un po’ diverso dal solito: ho deciso di focalizzarmi sui capitoli dalla più spiccata natura letteraria, tagliando fuori argomenti come La swinging London dei Fab Sixties e l’ascesa e caduta di Anna Bolena. Qui sotto troverete un’anteprima delle sezioni dedicate a scrittori e a personaggi d’inchiostro che hanno segnato la vita di Londra. In ognuno, l’autore indica sia un punto di partenza fisico da cui iniziare il percorso tra le lettere, sia un’ideale lista di titoli da sfogliare per approfondire il tema:

  • Lo specchio della realtà. Se amate William Shakespeare e avete divorato sia le sue opere sia quelle dei suoi “colleghi” drammaturghi, adorerete le pagine dedicate alla moderna copia del Globe e ai retroscena delle rappresentazioni elisabettiane:

(…) veri pali di quercia squadrati a mano, tetto di dura paglia pressata (thatch), verosimili decorazioni del palcoscenico; identiche all’originale sono poi l’altezza dei gradini nell’anfiteatro e l’ampiezza della “platea” per i posti in piedi.
D’estate il teatro funziona con regolari rappresentazioni; d’inverno vengono mostrati video illustrativi mentre attori della compagnia, volenterosi e simpatici, raccontano il dietro le quinte di uno spettacolo, come vanno le cose oggi, come andavano allora.

globe teatro londra

  • Uno spettro nella notte. Il punto di partenza di questo intrigante capitolo dedicato al genere gotico è l’inquietante Hunterian Museum of the Royal College of Surgeon. Se preferite i brividi solo letterari e non amate la formalina, vi consiglio di limitarvi a segnarvi l’ottima lista di titoli “neri” analizzati da Augias: da Lo strano caso del dottor Jekyll e del Signor Hyde, all’Isola del dottor Moreau, al Ritratto di Dorian Gray, per finire con l’immortale Dracula.

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  • Elementare, Watson! La sezione dedicata al mitico duo di Baker Street è tra le più riuscite e appassionanti del volume:

Per incredibile che possa sembrare, a Londra esiste anche la casa del padre di tutti i detective contemporanei: Sherlock Holmes, ovviamente. Si trova, come da canone, al numero 221b di Baker Street, di fronte a un angolo di Regent’s Park; insomma proprio là dove chiunque abbia letto i romanzi di Conan Doyle si aspetta che sia. Che un personaggio letterario, di pura invenzione, arrivi ad avere una vera casa è una rarità tipicamente inglese.

Poco importa che quel numero civico sia palesemente posticcio: basta avere la possibilità di immergersi nelle atmosfere dei romanzi, di immaginare Holmes seduto in poltrona mentre discute i dettagli del suo ultimo caso con il suo fidato Boswell (o blogger se siete tra i fan della serie targata Bbc). Augias ci consegna un ritratto magistrale di questo uomo enigmatico, razionale e ossessionato dal suo lavoro: una fine analisi psicologica che fa venire voglia di leggere o di rileggere il canone, anche alla ricerca dei luoghi che hanno fatto da sfondo alle imprese di Sherlock e Watson.

sherlock museo

C’è un’altra bella piazza a Bloomsbury, Gordon Square. Più intima e raccolta di Bloomsbury Square, con un grazioso giardino nel mezzo, uno di quei giardini inglesi diversi da quelli così curati e «colti» della tradizione italiana e francese, dove la natura viene domata, resa artificiale, piegata alle simmetrie, agli accostamenti di colore voluti dagli uomini. Il giardino inglese (…) è piuttosto un pezzo di natura lasciato per quanto possibile intatto (…).
Questa piazza è all’origine di ciò che oggi intendiamo per “Bloomsbury”, cioè il gruppo, il sodalizio che da lì prende nome.

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Ci sarebbero ancora molte storie da raccontare, capitoli che mi hanno riportato alla mente il mio sussidiario di letteratura inglese e in cui spiccano nomi d’eccellenza come quelli di Defoe e Conrad. Però, questo è solo un assaggio: mi fermo qui, sperando di avervi lasciati con l’acquolina in bocca.

Solo un’ultima considerazione: il finale de I segreti di Londra, in cui si parla di “un comune destino europeo”, suona un po’ come una beffa al lettore di oggi, fresco di Brexit. Sfogliando la guida di Augias mi è venuto da pensare (forse è un’idea balzana) che non si potrà davvero parlare di “comunità”sinché non ci impegneremo a conoscere davvero i nostri vicini europei, andando al di là degli stereotipi, e a sfogliare le opere dei loro scrittori.

P.S. Vi consiglio di dare un’occhiata anche ai miei tre più recenti viaggi letterari veriy british: due li trovate cliccando qui sotto il tag #viaggitralerighe, mentre per il terzo dovete rivolgervi a Stefano di Batman Crime Solver.

Photo credits: 1) Di AlexTref871, Carlos Delgado, Jey Han, Diliff, Colin – Opera propria, CC BY-SA 4.0 2)Flux Garden~commonswiki 3)By Osama Shukir Muhammed Amin FRCP(Glasg) – Own work, CC BY-SA 4.0 4)CC BY 3.0 Wikimedia 5)By Edwardx – Own work, CC BY-SA 4.0.

15 pensieri riguardo “I segreti di Londra

  1. Super interessante e mi fa piacere che si ricolleghi a vari principi che ho riportato in alcuni articoli che ho scritto su Londra , sempre sul mio blog! Fra tutti, la capacità di inserirsi nell’anima reale della metropoli e non nella città decantata e da souvenir! Trovi tutto nel mio blog, mi farebbe piacere se avessi il tempo di dare un’occhiata 😚

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