Leggende del mare

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Chiudete gli occhi, immaginate di sentire lo sciabordio delle onde, di vedere una distesa blu, su cui i raggi del sole si riflettono tramutandosi in scaglie di diamante. Scegliete il vostro tipo di nave letteraria preferita: vascello pirata, imbarcazione vichinga, praho… Accomodatevi a bordo: ora siete pronti per la seconda puntata dello speciale dedicato all’epica dei mari. Oggi salperemo in compagnia di Maria Savi Lopez alla scoperta di alcune tra le più affascinanti Leggende del mare.

La scrittrice ha raccolto miti provenienti da diversi paesi, dall’Islanda all’India, per il diletto di ogni artista, poeta o lettore che non può fare a meno di amare gli abissi, di spiegare le vele dell’immaginazione ogni volta che si trova davanti a una spiaggia reale o d’inchiostro. Sull’indice del volume, sulla nostra carta nautica, fanno capolino sinuose sirene, spiriti, fantasmi e isole leggendarie.

Questo saggio è una sorta di vecchio scrigno del tesoro: al suo interno troverete antichi gioielli della tradizione folkloristica, perle rare, ma anche un paio di monete false (un passaggio problematico sui veri intenti della spedizione di Cristoforo Colombo e qualche riferimento “auto-promozionale” di troppo). Detto questo, il libro rimane comunque una lettura piacevolissima per chi ama le onde e le storie che il vento si diverte a scrivere sulla spuma.

Vi riporto alcune delle gemme che ho scovato in questo forziere:

-Perché il mare è salato? Diversi miti hanno cercato di dare una risposta a questa domanda. Curiosamente, sono spesso legati all’immagine di un mulino. Per esempio, in una storia contenuta anche nell’Edda si racconta che:

Frödi, re di Danimarca, ebbe in dono un molino a mano chiamato Grötti, che poteva macinare ogni cosa. Il re volle che macinasse oro, felicità e pace; ma non potendo sempre il molino macinare da sé, senza essere mosso da qualche persona, il re comperò nella Svezia le due forti figlie di un gigante (…).

Le gigantesse si ribellarono al re e, dopo la morte di Frödi , finirono a macinare sale in fondo al mare.

-Navi intelligenti. Nel volume sono raccolte diverse leggende che narrano di vascelli dotati di una propria volontà e voce. In una di queste, un’imbarcazione predice a una sua compagna di navigazione che non si rivedranno mai più perché quest’ultima è destinata a naufragare.

-Fosforescenza del mare. Savi Lopez elenca svariate favole che cercano di spiegare l’origine dell’affascinante Fuoco di Sant’Elmo e delle misteriose luminescenze che fanno risplendere le onde. In Bretagna, si racconta che i bagliori marini sono dovuti alle pietre preziose che adornano un giardino sottomarino, destinato a ospitare anime pure.

-Navi fantasma. Lo ammetto, ho un debole per questo tipo di leggende. Forse perché da ragazzina ho visto troppe volte I pirati dei Caraibi. In uno dei capitoli del libro troverete una suggestiva rassegna di vascelli spiritati. Si inizia con l’ormai celebre galeone dell’Olandese Volante per passare poi a barche dalle vele fiammeggianti. Per non parlare del bastimento che appare tra le onde per punire degli ammutinati che hanno avuto l’ardire di cercare di far passare la loro barca per una nave infestata, così da spaventare chi li volesse ostacolare. Non mancano nemmeno gli scheletri:

(…) un vascello si è alzato sulle onde, fra una luce rossa, e non è simile agli altri. Sul suo ponte vedesi uno scheletro involto in parte in un sudario; da ogni boccaporto si affaccia un teschio orribile, bianco al pari della neve appena caduta. Sulle vele sono dipinte teste di morti; scheletri umani si affollano sulla tolda.

nave olandese volante

-Luoghi legati a leggende. Spesso i racconti della tradizione orale conferiscono un’aurea magica ad alcune località. Per esempio, la Lopez riporta una storia di fantasmi legata a roccia che si trova nei pressi del Castello di Duino, vicino a Trieste:

Una castellana fu dal marito, signore crudele di Duino, gittata da una terrazza del castello nel mare, dove si trasformò in una rupe che viene ancora adesso chiamata «il sasso della Dama bianca» ed ha forma quasi umana.

Spostandoci verso sud, incontriamo i due Frati di Posilippo: due scogli nati da un’unica roccia che si è spaccata a metà dopo un fratricidio e che, secondo la tradizione, nel giorno di San Pietro si scambiano di posto.

-Sirene. Oltre alla classica storia della Sirenetta, il volume racchiude altri racconti legati a queste affascinanti figlie del mare colle chiome d’oro o verdi come lo smeraldo, cogli occhi lucenti che possono promettere felicità, condurre gli uomini alla rovina o imprigionare splendide fanciulle in palazzi fatati nascosti nelle profondità degli abissi.

ulisse e le sirene

Se siete curiosi di scoprire gli altri miti raccolti nell’opera, vi invito a consultare la pagina di Liber Liber dedicata a Maria Savi Lopez: troverete una breve biografia di questa scrittrice appassionata di folklore e potrete consultare gratuitamente i pdf di alcune sue opere, tra cui Le leggende del mare.

Ci si rivede mercoledì, lettori-naviganti per l’ultimo appuntamento della trilogia dedicata alla letteratura nata, come Venere, dalla spuma.

Se ve la siete persa, e volete recuperarla, qui trovate la prima puntata della serie: La vera storia del pirata Long John Silver 🙂 .

Photo credits:By Léon Belly (1827–1877), Public Domain.

 

16 pensieri riguardo “Leggende del mare

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