Inquietudini gotiche: Il giro di vite

the turn of the screw il giro di vite

Gli eroi e le eroine dei romanzi gotici potrebbero scrivere un manuale sul mercato del lavoro e sulle sue fregature: spesso i loro guai derivano dall’avere accettato incarichi che si sono rivelati molto più problematici del previsto. Basta pensare all’avvocato Arthur Kipps o ai volontari disposti a soggiornare nell’inquietante Hill House. Anche la protagonista e voce narrante de Il giro di vite di Henry James si è lasciata sedurre da un’offerta allettante.

I segnali di una possibile fregatura sono manifesti sin dal principio. Prendiamoci un attimo per analizzarli. Un bel signore le ha chiesto di occuparsi dei suoi nipoti rimasti orfani, Miles e Flora. Fin qui tutto bene. Peccato che li abbia relegati in una magione di campagna perché non ama avere intorno seccature. Lo zio ha intenzione di restare a Londra per occuparsi dei suoi affari e non vuole essere disturbato in nessun caso: della serie, se scoppia un casino, sono affari tuoi cara mia.

L’istitutrice non ha sentito puzza di bruciato e ha accettato con entusiasmo. Lei è convinta di essere in grado di affrontare qualsiasi imprevisto e di poter prendere il comando della tenuta di Bly:

Non era forse un libro di fiabe, quello su cui m’ero appisolata per sognare? No: era una casa grande, brutta, vecchia, ma comoda, che incorporava alcune parti di una costruzione anche più antica, mezzo rifatta e mezzo utilizzata, in cui immaginavo che fossimo smarriti quasi come un pugno di passeggeri su una grande nave alla deriva. E, cosa strana, al timone c’ero io!

La bella addormentata è destinata a un brusco risveglio. Infatti, la signora Grose, un’altra domestica, le confida dei retroscena tutt’altro che piacevoli (prima di accettare un’offerta, ricordatevi sempre di scoprire cosa è successo a chi ha ricoperto quell’incarico prima di voi). Sia la precedente bambinaia, la tutt’altro che irreprensibile Miss Jessel, sia il suo amante, il perfido valletto Peter Quint, sono morti. Però Grose non rivela cosa sia successo esattamente alla scandalosa coppia. Sembra che gli abitanti di Bly abbiano steso un velo sul loro passato per poter vivere in un idilliaco presente:

Entrambi i bambini erano di una gentilezza di modi (…) che li rendeva, come dire?, quasi impersonali, e certamente impossibili da punire. Erano come i cherubini dell’aneddoto che, moralmente, almeno, non avevano niente che si potesse frustare! Ricordo che specialmente nei riguardi di Miles provavo l’impressione che non avesse alcun passato. (…) mi colpiva come qualcosa che si rinnovasse ogni mattino.

La situazione precipita quando gli spiriti dei due sventurati amanti appaiono davanti alla nuova governante. Dopo aver scoperto che Jessel e Quint potrebbero aver esercitato un’azione corruttrice su Miles e Flora, esponendoli a comportamenti inadeguati o abusando di loro, l’istitutrice si convince che i bambini siano in pericolo. La giovane decide così di trasformarsi in una sorta di esorcista: scoprirà cosa è davvero successo a Bly e scaccerà la coppia di spettri maligni. O, almeno, questo è quello che vorrebbe farci credere.

the turn of the screw

Mi sono dimenticata di dirvi che lei è una narratrice decisamente inaffidabile. Nei romanzi gotici bisogna guardarsi sia dai padroni sia dai loro servitori. Il giro di vite potrebbe essere una storia di fantasmi come tante, se non fosse per l’ambiguità che la pervade: Henry James ci cattura in un meccanismo perverso che ci spinge a voltare febbrilmente pagina dopo pagina, alla ricerca di una soluzione. Il punto di vista è fondamentale: non possiamo fidarci ciecamente di ciò che ci viene mostrato, dobbiamo provare a distinguere tra verità e menzogna.

Lo scrittore, come il padrone-dio della magione, si limita a fissarci da lontano, con distacco. Ha disseminato nel testo pronomi in corsivo, che possono guidarci, ma che rischiano anche di sviarci. Abbiamo l’impressione di stare affondando insieme alla protagonista: qualcun altro tiene la barra del timone e ci sta guidando verso profonde acque oscure, verso la disfatta.

Possiamo accettare l’esistenza dei fantasmi e decidere di dare fiducia alla bambinaia. In tal caso, dobbiamo considerarla come eroina alle prese con una lotta impari contro potenze infernali. Forse l’innocenza dei bambini è stata corrotta da Jessel e Quint e i piccoli sanno più di quanto vogliono ammettere. Se, invece, non accettiamo l’esistenza degli spettri ci si spalancano davanti degli scenari ancora più disturbanti. Se la magione non è infestata, la presenza maligna che insidia Flora e Miles è la narratrice stessa: una pazza visionaria in preda a una morbosa ossessione.

Ogni lettore è libero di decidere a chi credere. Io ho scelto di seguire l’interpretazione che viene suggerita da un’inquietante fotogramma di uno degli adattamenti cinematografici del romanzo. In The innocents, la governante si aggira in giardino ed è circondata da cespugli di candide rose. A un certo punto scorge tra le foglie la statua di un piccolo cherubino, ma si ritrae inorridita quando dalla bocca di marmo esce un insetto. La perdita dell’innocenza e il timore che i vittoriani provavano davanti alla sensualità sono due elementi chiave de Il giro di vite.

Nel romanzo la purezza viene costantemente insidiata da oscure pulsioni. La balia è sin troppo affezionata ai suoi graziosi protetti e vuole tenerli costantemente d’occhio. Gli apparentemente innocui, ma sin troppo romantici, vezzeggiativi che punteggiano i suoi dialoghi con Miles sembrano essere spie linguistiche freudiane. La servitrice, diversamente dalla sfrontata Jessel, reprime la sua sensualità e cerca in tutti i modi di imporsi come una figura autoritaria. In realtà non ha il minimo controllo.

Secondo me, i fantasmi potrebbero essere delle manifestazioni sia degli inconfessabili desideri della narratrice, sia della “corruzione” a cui sono stati esposti i due bambini. La magione di Bly non è la classica casa dei fantasmi, la solita testa pensante in cui si vengono messi in scena frammenti di oscure memorie. Piuttosto, è il regno del rimosso, il simbolo della perdita dell’innocenza.

Per approfondire: gli altri articoli del blog dedicati al genere gotico

Credits:

Un doveroso ringraziamento a A compass for books: la sua intrigante e approfondita recensione mi ha spinta a leggere questo romanzo.

Il manuale di letteratura inglese Witness to the times si è rivelato un alleato prezioso nel corso di questa recensione.

Photo credits: 1)By John La Farge for Collier’s Weekly – Beinecke Rare Book & Manuscript Library, Yale University, Public Domain, 2)By Collier’s Weekly, illustration by Eric Pape – Beinecke Rare Book & Manuscript Library, Yale University, Public Domain.

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