Acque morte: tra realtà e illusione

acque morte maugham

Compagni di viaggio: croce e delizia. Siete bloccati in un porto senza attrattive e sapete che ci vorrà ancora del tempo prima che un’imbarcazione di linea attracchi al molo. Mentre vi crogiolate nella noia, vi si parano davanti due figuri: il capitano Nichols, onesto come Long John Silver, e il suo unico passeggero, il bello e dannato Fred Blake. Sta a voi decidere se rimanere a terra o correre il rischio e salpare in simile compagnia. Acque morte di S. W. Maugham inizia proprio con un dilemma del genere.

Una persona qualunque ci penserebbe bene prima di prendere il largo con due perfetti e intriganti sconosciuti. Però il protagonista di questo romanzo, il dottor Saunders, non è certo un tipo comune. Il medico ha alle spalle un passato equivoco ed è decisamente smaliziato. Maugham lo descrive come un uomo profondamente logico, con una particolare visione della vita:

(…) aveva per i suoi simili un interesse né puramente scientifico né puramente umano. Li considerava come una fonte di svago; li guardava spassionatamente, e dipanare i grovigli individuati gli dava un piacere non diverso da quello del matematico nel risolvere un problema.
(…) Diritto e torto per lui non contavano più del buono e del cattivo tempo. Li prendeva come venivano. Giudicava ma non condannava. Rideva.

Quando si condividono degli spazi ristretti e si trascorrono molte ore insieme, si crea per forza una certa atmosfera di intimità, un clima che favorisce la conversazione. Saunders è abilissimo nello sfruttare ogni chiacchierata per “giudicare” i suoi compari, per capire quali ragioni hanno spinto Blake a partire per una crociera che ha tutta l’aria di essere un tentativo di fuga. Il medico sa come dirigere il discorso: è attento alle spie linguistiche che possono rivelare le vere intenzioni di Nichols e del suo passeggero e si diverte a buttare lì, quasi per caso, le parole più adatte per scoprire il loro gioco.

Sin dai primi giorni di navigazione, il dottore riesce a “entrare nella testa” dello skipper, a farsi un’idea precisa del suo carattere delle sue motivazioni:

Era un uomo che trovava l’onesto trantran della vita quotidiana un tantino noioso. Aveva bisogno di un pizzico di furfanteria per neutralizzare la depressione prodotta dalla sua gastrite. Quando intingeva le dita nel malaffare, il suo sangue scorreva più rapido, si sentiva meglio in salute, la sua vitalità si intensificava.

Invece, l’enigma rappresentato da Blake inizia a dipanarsi solo quando il trio approda a Kanda-Merja (Banda Neira). L’incontro con nuovi personaggi mette in moto una catena di eventi che sfocia in tragedia. Il dramma riporta alla luce il peccato originale commesso dal bel giovane. Si giunge così al climax, al confronto tra il maturo Saunders, che non crede in nulla e che ha accettato l’assurdità del mondo e il ragazzo, che aspira ad alti ideali, ma che li disattende puntualmente con le sue azioni.

Le vicende narrate in Acque morte ruotano attorno a due parole chiave: realtà e illusione. I protagonisti del libro si muovono sullo sfondo di un Oriente dove apparenza e verità si danno battaglia ogni giorno: il sogno di atmosfere degne delle Mille e una notte e di isole incantate, si scontra con le decadenti rovine che i colonizzatori occidentali hanno lasciato dietro di sé. I vapori ipnotici dell’oppio si mescolano al sudore, al sangue, creando stridenti contrasti.

banda neira isole

Gli abitanti delle isole gemelle di Kanda-Merja incarnano alla perfezione questa dicotomia: alcuni trascorrono le loro esistenze come insetti intrappolati nella ragnatela della loro immaginazione, mentre altri sono consapevoli della distanza che separa le belle speranze dalla crudele realtà. Le isole stesse sembrano essere un simbolo del contrasto tra verità e finzione. Se vengono viste da lontano, appaiono come una Venezia d’Oriente, come un sogno troppo bello per essere vero. Si rischia così di idealizzarle, di trasformarle nel palcoscenico di un’opera shakespeariana o nell’approdo di una novella Sirenetta.

Chi si lascia trasportare troppo dalle sue illusioni potrebbe fare la fine di Otello o dei naviganti che cedevano al fascino delle sirene. Invece, il navigato Saunders confida nei suoi occhi e nella sua esperienza, per distinguere tra realtà e fantasia:

Il mondo consiste in me e nei miei pensieri e sensazioni; tutto il resto è pura fantasia. La vita è un sogno in cui io creo gli oggetti che mi vengono davanti. Ogni cosa conoscibile, ogni oggetto dell’esperienza, è un’idea della mia mente, e senza la mia mente non esiste. (…) La vita è tutta un intreccio di sogni, e quando smetto di sognare, il mondo, con la sua bellezza, i suoi dolori e sofferenze, la sua infinita varietà, cessa di esistere.

Come ne Il filo del rasoio, W. S. Maugham mette il lettore davanti a interrogativi filosofici per cui non esistono facili risposte. Così come non è poi così semplice ricostruire tutte le azioni dei tre personaggi principali, stabilire colpe e omissioni. Vi resta solo un’unica certezza: per quanto i vostri compagni di viaggio possano essere inaffidabili, il vero compagno segreto da cui dovete guardarvi siete proprio voi stessi.

Photo credits: By Tropenmuseum, part of the National Museum of World Cultures, CC BY-SA 3.0, Wikimedia.

12 pensieri su “Acque morte: tra realtà e illusione

    1. Sono contenta di essere riuscita a far entrare un libro nella tua wishlist :). Se hai qualche titolo di Maugham da consigliarmi, fammi sapere (per ora, oltre a questo, ho letto solo Il filo del rasoio e La diva Julia).

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      1. Al tempo, e la giovinezza per non dire l’adolescenza vi ha certo avuto la sua parte, “Il velo dipinto” mi affascinava. Letto e riletto. Chissà cosa ne potrei dire oggi. Fa parte dei libri che “scelgo” di non rileggete per non perdere il sapore di allora.
        Magari mi saprai dire tu!

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      2. Grazie mille per il consiglio. Credo di avere visto solo il film tratto dal romanzo. Anche io ho dei libri che scelgo di non rileggere per paura di perdere le sensazioni che mi hanno trasmesso un tempo. Buone letture!

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  1. Pingback: 8 libri per lettori navigatori – Il verbo leggere

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