La signora Dalloway: le onde e le ore

virginia woolf

Prendete questo libro e portatelo con voi in spiaggia, in riva a un fiume, sulle sponde di un laghetto. Perché, anche se la vicenda narrata ne La signora Dalloway si svolge a Londra e non in una località di mare, l’acqua è il suo elemento. La prosa che sembra poesia di Virginia Woolf segue il movimento delle onde, dei flussi e dei riflussi della coscienza. Le suggestive metafore marine della scrittrice ci ricordano che tutti noi siamo in balia dei marosi, aggrappati alle cime di una nave chiamata vita.

La Woolf è un’autrice che o si ama o si odia, almeno così ho sentito dire. Ora che l’ho “incontrata” capisco il perché di questa affermazione: non è semplice approcciarsi alle sue opere e lasciare un’ottica più tradizionale per abbracciare quella modernista. Per non naufragare contro gli scogli della sua scrittura, mi sono affidata a una bussola che sinora non mi ha mai tradita: Witness to The Times, il mio vecchio manuale di letteratura inglese.

Il romanzo che vi propongo oggi è stato composto in un periodo storico, il primo quarto del Novecento, caratterizzato da scoperte e inquietudini (le teorie di Freud, l’ansia legata a cambiamenti sociali e politici…). Gli artisti dell’epoca hanno ideato nuove cifre stilistiche, codici e linguaggi innovativi per tempi irrequieti. L’attenzione si è spostata dalla trama e dalla società nel suo complesso, al singolo essere umano e ai suoi pensieri.

Gli scrittori modernisti hanno deciso di spingere il loro sguardo oltre la punta dell’iceberg (il discorso, il rational communicable, ciò che può essere razionalmente comunicato), così da riportare alla luce la parte sommersa (lo pre-speech level, cioè le memorie, i sogni e le intuizioni che stanno alla base dei nostri processi mentali). Questa esplorazione della psiche umana ha richiesto l’impiego di nuovi mezzi di espressione come il flusso di coscienza.

Ne La signora Dalloway non troverete una classica suddivisione in capitoli: il flusso delle riflessioni e della memoria deve essere libero di scorrere senza argini o barriere. L’orologio del Big Ben non scandisce più le ore, ma segna un tempo interiore: quello dei moments of being, dell’attività mentale. Ci si ritrova così immersi, per l’arco di una giornata, nei pensieri di un gruppo di personaggi, di uomini e donne che ricordano uno stormo di uccelli in volo.

La protagonista, la Mrs del titolo, ci viene presentata come un grazioso uccellino che sta organizzando un ricevimento:

Clarissa era una donna di società; questo era, forse, il giudizio più esatto su di lei; teneva troppo al proprio rango sociale e alle facili ascese mondane.

Questa descrizione potrebbe adattarsi a molte delle gentildonne che popolano le biblioteche d’Oltremanica. Se un lettore potesse osservare Clarissa solo dal di fuori, e vederla svolazzare di frivolezza in frivolezza, credo che si annoierebbe a morte. Grazie al cielo, quella che ci viene mostrata è la sua vita interiore. Durante la giornata, la nostra signora si ritrova alle prese non solo con abiti, fiori e merletti, ma anche con i fantasmi del passato e con nubi che rischiano di offuscare il suo presente. In questo modo, “la mondana” diventa decisamente più interessante.

Attorno a Mrs Dalloway si aggira una schiera di uccelli del paradiso: i suoi ospiti. Le loro parole e i loro monologhi ci mettono davanti a una serie di Clarisse: la fanciulla infatuata della sua amica Sally, la giovane che si innamora del “liberale” Peter, ma che finisce con lo sposare il conservatore Richard, la madre di famiglia, la donna di mondo. Qual è la vera Clarissa? Chi può affermare di conoscere davvero intimamente qualcuno, quando tanto di noi rimane nascosto sotto il pelo dell’acqua?

(…) le nostre apparizioni, la parte di noi che appare, sono così effimere a paragone dell’altra parte, quella invisibile, che si estende per sconfinate regioni (…).

Clarissa ha una controparte maschile in Septimus Warren Smith, un personaggio che sembra non avere niente a che fare con gli altri protagonisti del romanzo. Septimus è uno sparviero inquieto, un uomo che sta sprofondando negli abissi della follia. In lui trovano espressione tutte le angosce sotterranee di una città che non si è ancora lasciata alle spalle il dramma della Prima guerra mondiale e che si sta avviando verso la seconda. Le onde sanguinose del conflitto e i marosi dello stress-postraumatico hanno gettato questo giovane fuori bordo:

(…) avanzo d’umanità errante ai confini del mondo, (…) proscritto che volgeva lo sguardo dietro di sé alle terre abitate, che come un navigante annegato giaceva sulla spiaggia del mondo.

Molti commentatori hanno rivisto nell’inquietudine di Septimus un riflesso delle angosce della stessa Virginia Woolf, del male di vivere che l’ha portata ad abbandonarsi alle acque del fiume Ouse. Quando ha scritto La signora Dalloway, la scrittrice aveva ancora una cima a cui aggrapparsi, forse la stessa che sostiene la sua Clarissa. Un appiglio che le è venuto meno con l’arrivo di una nuova tempesta: la Seconda guerra mondiale.

Provate allora a iniziare questo romanzo nei pressi di uno specchio d’acqua, fosse anche solo un vasca da bagno: osservate la danza delle gocce ed entrate in una nuova dimensione temporale, scandita dai moments of being. Non posso promettervi che vi innamorerete di questo testo, che non sarete tentati di chiuderlo, di passare ad altri lidi d’inchiostro. Posso solo dirvi che tra queste onde si cela un toccante messaggio nella bottiglia.

Credits:

  • Quando ho iniziato la lettura, mi è ritornato in mente il libretto di un album di Florence+The Machine, in cui veniva messo in luce il legame tra le canzoni e l’elemento acquatico. Proprio in quel cd, c’è un singolo, What the water gave me, incentrato sul suicidio di Virginia Woolf.
  • La metafora dell’iceberg e le considerazioni sullo stile modernista vengono dall’impagabile Witness to the Times.
Annunci

14 pensieri riguardo “La signora Dalloway: le onde e le ore

  1. E’ davvero sempre una gioia leggere le tue recensioni Benny! Questa in particolare mi emoziona per la delicatezza, l’onesta e l’acutezza con cui hai descritto le tue sensazioni nel leggere la prosa di Virginia. Mettiamo subito un link al tuo articolo e grazie mille per la menzione! 🙂

    Piace a 1 persona

      1. Grazie ancora! Visto che ti ha intrigato la trama di Mrs Dalloway mi permetto di consigliarti se non lo hai già letto il libro Le Ore di Michael Cunningham che ne dà una lettura tripartita molto originale che partendo dai tempi di Virginia spazia in periodi storici molto diversi fino ad arrivare ai giorni nostri. Dal libro è stato tratto anche il film di Stephen Daldry, con tre interpreti straordinarie e, a mio avviso molto ben fatto. Fa riflettere proprio sulle connessioni tra il personaggio di Mrs Dalloway e l’animo tormentato di Virginia.

        Piace a 1 persona

      2. Avevo iniziato a vedere il film, ma visto che non avevo ancora letto Mrs Dalloway, non ero riuscita ad apprezzarlo a pieno e mi ero ripromessa di rivederlo in seguito. In effetti, questo potrebbe essere il momento migliore per recuperarlo o per leggere il romanzo di Cunnigham ;).

        Piace a 1 persona

    1. Ti ringrazio. Non sono mai davvero soddisfatta delle mie recensioni, perché ho sempre l’impressione di non rendere appieno giustizia alle mie letture. Quindi mi fa davvero piacere scoprire di essere riuscita a trasmettere qualcosa a chi mi legge. Grazie ancora.

      Mi piace

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.