La casa d’inferno

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In questo periodo dell’anno, sono sempre alla ricerca di letture natalizie fuori dagli schemi. Spulciando tra gli scaffali, mi sono imbattuta in un libro incentrato su uno dei miei cliché preferiti, quello della casa infestata, e ambientato nella settimana che precede il Natale. Povera illusa… La casa d’inferno (Fabbri, 1994) di Richard Matheson porta alla dannazione non tanto i suoi visitatori, quanto gli sventurati lettori che credevano di aver scovato un intrigante romanzo horror a tinte gotiche.

Questo testo è veramente brutto, ma così brutto da sfiorare punte di comicità involontaria. Eppure le premesse per dare vita a una storia dell’orrore degna di nota c’erano tutte, a partire dall’ambientazione: una sinistra villa, sperduta in mezzo al nulla, che ha ucciso o fatto impazzire chiunque abbia tentato di svelarne il segreto. Aggiungete un gruppo di disgraziati pronti a varcare la fatidica soglia perché allettati da una lauta ricompensa e avrete tutti gli ingredienti del perfetto romanzo nero. Peccato che, durante la preparazione, qualcosa sia andato storto.

Si inizia male, anzi malissimo con una prefazione che, per qualche oscuro motivo, anticipa metà della trama: i miei complimenti. La situazione sembra migliorare con l’entrata in scena del trio, ingaggiato da un miliardario moribondo, che dovrà recarsi nella magione più infestata d’America per scoprire se esiste una forma di vita oltre la morte. Ecco i nostri esperti del paranormale: il fisico parapsicologo Lionel Barrett, la spirituale medium Florence Tanner e l’ex sensitivo prodigio Benjamin Fischer, scampato per miracolo a un precedente incontro con la dimora infernale.

Il terzetto è destinato a diventare un quartetto perché Edith, la moglie di Barret, decide di accompagnare il suo consorte: i suoi demoni personali sembrano essere più spaventosi di qualsiasi spettro. Da una parte abbiamo dei protagonisti interessanti, motivati dalla lauta ricompensa messa in palio dal riccone, e dall’altra una casa diabolica, pronta a fare leva sulle loro debolezze. La dimora stregata si presenta in una veste insolita: non è la solita catapecchia ammuffita e scricchiolante, perché è stata in parte restaurata. Quella descritta da Matheson è una magione sfacciatamente opulenta con tanto di piscina e sauna.

Le quattro pedine sono posizionate su una scacchiera di tutto rispetto. Il gioco dovrebbe iniziare, la tensione dovrebbe salire. I lettori hanno l’impressione di essere minacciati da un’oscura entità,  ma si tratta solo del fantasma del bello stile, che è stato assassinato: svarioni, ripetizioni e dialoghi a dir poco approssimativi trasformano la prosa in una putrida palude d’inchiostro. Forse la colpa va ricercata in una traduzione sciatta e datata. Ho anche un’ipotesi alternativa: credo che il traduttore sia stato costretto ad ubriacarsi per ultimare il suo lavoro. Perché? Lo capirete tra poco.

Cerchiamo di ignorare gli scivoloni linguistici e proviamo a concentraci sulla trama nuda e cruda: se fosse ben congegnata, potrebbe riscattare l’intero romanzo. Purtroppo, l’autore ha deciso di rimandare l’azione e di ammorbarci con una serie di elenchi della spesa. Si inizia con la lista dei fenomeni paranormali che si sono verificati nella casa dell’inferno: una litania che, invece di aspirare a un crescendo terrificante, termina su una nota prosaica, sulla parola puzze (qualcuno ha un deodorante per ambienti?).

Si prosegue con il catalogo delle atrocità commesse da Emeric Belasco, l’oscuro signore della magione e dai suoi depravati ospiti. Gesta degne delle Centoventi giornate di Sodoma, ma che finiscono col lasciare i lettori indifferenti: un conto è assistere a dei delitti, a delle efferatezze disumane, un altro è sentirle snocciolare con tono monocorde, privo di pathos. Assassini, stupri, cannibalismo e… c’era qualcos’altro, ma non me lo ricordo. Show don’t tell.

A proposito di nefandezze, i nostri prodi si ritrovano alle prese con entità che fanno sembrare Christian Gray (il protagonista di un altro obbrobrio, la saga di Cinquanta sfumature) una timida educanda. Penso che Matheson volesse scioccare i suoi lettori con delle immagini blasfeme ed eccitarli con delle scene erotiche, peccato che abbia calcato troppo la mano: i suoi spiriti arrapati danno l’impressione di essere usciti più dalla casa di Rocco Siffredi che da quella d’inferno.

 

Il facile erotismo e una serie di cliché da film di serie B finiscono col minare una delle premesse fondamentali del genere horror: la necessità di spaventare il proprio pubblico, di farlo rabbrividire. L’angoscia che, di solito, si prova quando i personaggi sono messi di fronte a eventi inspiegabili o devono esplorare gli abissi più oscuri della loro psiche, viene sacrificata in favore di qualche siparietto hard. In teoria la sfera sessuale dovrebbe ricollegarsi al passato e alle ossessioni del quartetto, ma, in realtà, Matheson finisce col trattare le due donne come isteriche bambole gonfiabili, lasciando in secondo piano la loro caratterizzazione.

meme jealous girlfriend

C’è di peggio: l’autore equipara l’omosessualità a una perversione e affronta in modo semplicemente disgustoso il tema dell’abuso sessuale. L’inferno non è nella casa: è nella scrittura. Eros e orrore possono tranquillamente andare a braccetto, ma bisogna avere stile, altrimenti si scade subito nel trash. I corridoi di una magione spettrale possono trasformarsi nei meandri di un sinistro tunnel dell’amore (basta pensare all’Arkham Asylum di Grant Morrison), ma non dovrebbero mai diventare il set di un pessimo film porno.

Tutte le buone premesse, tutte le idee brillanti (come l’ambiguità iniziale, degna di un romanzo gotico, che ci spinge a considerare Florence una narratrice inaffidabile) non vengono sviluppate. Il libro mi strappato un paio di risate, ma alla fine ho solo provato un senso di frustrazione. Spulciando online ho trovato molte recensioni positive di quest’opera, ma non sono riuscita a cambiare opinione. Sarò stata troppo severa e cattiva? Cosa volete che vi dica, lo spirito natalizio e zuccherino non è riuscito a possedermi.

Se siete alla ricerca di una casa degli orrori in cui trascorrere un pomeriggio vi consiglio queste alternative, oltre al già citato Arkham Asylum:

L’incubo di Hill House di Shirley Jackson

Crimson Peak (film)

L’ospite di Sarah Waters

Il giro di vite di Henry James

P.S. Non avrei mai pensato di usare in questo modo Meme Generator ;).

13 pensieri su “La casa d’inferno

  1. Personalmente mi sarei fermato già al titolo. La casa d’inferno suona tanto male che mi avrebbe fatto desistere dal prendere il libro in mano anche solo per sfogliarlo. Ammetto che in me l’horror ha perso fascino da più d’un ventennio (gli ultimi letti sono stati i vecchi King, Clive Barker, Peter Straub, Dean Koontz) ma già all’epoca un titolo così non lo avrei mai preso in considerazione: va bene la casa infestata, demoni sotto un tetto, ospiti dall’inferno ma la casa d’inferno mi suona veramente male. La conferma è tutta nella tua recensione sicuramente più accattivante del romanzo.

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    1. Mi sono lasciata traviare dal titolo originale Hell House (non che sia tanto meglio, eh), da una sinossi ingannevole e da tante recensioni positive. Per fortuna l’ho preso in biblioteca. Comunque da ora in poi seguirò il tuo consiglio: se un titolo suona male è meglio farsi due domande. Buone letture!

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      1. Perbacco, non volevo farne una regola ferrea ma certamente ammetto sia una regola non scritta nella quale personalmente cado sempre, tanto che sono certo che il titolo in questione, anche se semplice traduzione letterale, trovandolo così brutto mi avrebbe fatto desistere finanche dal prendere in mano il libro.
        Mi domando comunque come mai tante recensioni positive. Cosa sono abituati a leggere questi recensori? Saranno state recensioni comprate? Domande legittime, non trovi?

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      2. Domande più che legittime anche perché, almeno stando alla mia esperienza, le recensioni su quei siti sono di solito oneste. Come ha ipotizzato Conte Gracula forse sono stati influenzati dai “meriti alla carriera” ovvero da altri libri più riusciti dello stesso autore. Però consiglia quelli, mi dico, piuttosto e recensisci questo onestamente! Oppure, fatto molto più preoccupante, qualcuno apprezza davvero questo genere di horror…

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  2. Every Single Word

    Ahahaha mi hai fatto ridere, sembra davvero un libro da evitare! Crimson Peak mi è piaciuto molto per le sue atmosfere gotiche e le ottime interpretazioni (Tom Hiddleston ambiguo pazzo affascinante? XD). Giro di vite è un ottimo romanzo in bilico tra gothic novel e modernismo, ci sta benissimo nella lista delle horror stories. Non so se lo hai già visto, ma c’è anche una trasposizione BBC (non si capisce che sono una fan della BBC 😉 ) che non è male (https://www.imdb.com/title/tt1577883/), te la consiglio nel caso! 😉

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  3. Credo sia la tua prima recensione negativa che leggo, fa piacere non essere l’unica a cadere ogni tanto nella trappola di un brutto libro 🙂
    Personalmente l’horror non è il mio genere, tanto che pur essendo appassionata di paranormale cerco letture e film che trattino il tema in modo più mistico/spirituale che spaventoso. Se la premessa di questo libro avrebbe anche potuto trarmi in inganno, grazie alla tua analisi me ne terrò bene alla larga.

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    1. Ah i brutti libri mi capitano tra le mani, ma di solito non riesco a finirli. In questo caso sono arrivata in fondo perché ero curiosa di vedere dove saremmo andati a parare (o che abissi avremmo toccato) e perché volevo capire come mai tanti lettori ritenessero il finale geniale (non l’ho capito XD). Se deciderai di parlare nel tuo blog di alcuni di questi libri più mistici/spirituali, prenderò nota dei tuoi consigli! Buone letture!

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      1. Oltre a opere più mistiche/spirituali dovrei dire anche che riesco ad apprezzare di più quegli horror dove sono presenti altri generi che “distraggono” da quello principale. Certo, prima o poi ne parlerò nel mio blog. Buone letture anche a te! 🙂

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  4. Mi sa che non ho mai letto nulla di Matheson… comunque, con le caratteristiche che citi, è difficile che un libro possa essere interessante, perciò non capisco come possa essere recensito bene – dato che sembra mal fatto per storia, personaggi e stile di scrittura. Forse è stato premiato dai recensori per meriti alla carriera? 😛

    Comunque, meme notevole XD

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