Malcolm: curioso, davvero curioso

malcolm james purdy

Giù per la tana del Bianconiglio. Leggere Malcolm di James Purdy (Minimum Fax, 2004) equivale a entrare in un bizzarro Paese delle Meraviglie, popolato da surreali figure di fanti, re e regine. La prosa essenziale, apparentemente semplice, di questo scrittore cela più di un’enigma. Cosa si nasconde sul retro di questo mazzo di carte? Allegorie da interpretare? Esperienze realmente vissute dall’autore? Che curioso, davvero curioso romanzo…

Uno dei più grandi misteri di questo libro è sicuramente il suo protagonista: un ragazzino apparentemente ottuso, per non dire tonto, che calamita l’attenzione di tutti gli altri personaggi. Malcolm non è esattamente un eroe carismatico: è una lavagna bianca, un “Candido” privo di qualsiasi esperienza e cultura. Suo padre, sempre ammesso che sia esistito davvero (forse non è altro che il suo scrittore-creatore), lo ha tenuto nella bambagia e gli ha fornito un’istruzione a dir poco sommaria. Poi, un bel giorno, è scomparso nel nulla.

All’inizio del romanzo, il nostro quasi quindicenne orfano è seduto su una panchina, senza una scatola di cioccolatini, in attesa di chissà che. Non ha né prospettive né conoscenze, possiede solo due doti: la giovinezza e la bellezza. Proprio in virtù del suo fascino da golden boy Malcolm viene notato da un astrologo di passaggio. Mr Cox si offre di “dare inizio alla sua storia: presenterà il ragazzo ad alcune delle sue conoscenze. Ha così inizio un peculiare percorso di (anti) formazione che porterà il giovane a smarrire la sua innocenza.


Chi è davvero Malcolm? La sua vicenda ha un qualche antecedente letterario? Goffredo Fofi, nella sua interessantissima (e indispensabile) prefazione, ci invita a tracciare un paragone tra l’ingenuo “panchinaro” e la curiosa Alice di Lewis Carroll:

A ben vedere, il romanzo ha un modello preciso a cui rifarsi, Alice nel paese delle meraviglie, ancora un modello giocoso e non cupo e inquietante come Alice attraverso lo specchio. E se l’astrologo Mr Cox ha qualcosa del Bianconiglio, la miliardaria Madame Girard può far pensare a una Regina di Cuori, e altri personaggi alle mitiche figure di quello sprofondamento nel pozzo delle bizzarrie. Più minacciose le figure di Purdy, che quelle di Carroll, forse, ma al loro primo apparire sono divertenti, stravaganti, bislacche.

Visto che anche io sono un po’ stravagante, invece di mettermi a sfogliare le pagine di Alice, in cerca di parallelismi e corrispondenze, mi sono lasciata ispirare da alcune adattamenti al maschile del classico di Carroll. Per non rischiare di imbrogliare troppo le carte, mi limiterò a riportarvi solo le riflessioni che sono scaturite dalle mie strane associazioni d’idee, senza parlarvi di queste rielaborazioni: meglio affrontare una tana del Bianconiglio alla volta.

Su cosa ho ragionato o sragionato? Ho riflettuto su due questioni chiave: il viaggio iniziatico e il tema dell’identità. Questo romanzo si presta anche a una lettura più superficiale, però credo che valga la pena di andare più a fondo, di cercare di interpretare le allegorie d Purdy.

alice in wonderland giph

Malcolm intraprende il suo pellegrinaggio in distorto Paese delle Meraviglie: l’America degli anni Sessanta, attraversata da inquietudini sociali e sessuali. Viene guidato da un Virgilio sui generis, in salsa mefistofelica, che conosce sin troppo bene i vizietti degli abitanti di quel folle mondo. Il giovane innocente, invece di intraprendere un percorso di crescita spirituale e intellettuale, finisce col diventare prigioniero di un tunnel dell’amore malato: si tramuta in un mero “oggetto del desiderio”, conteso e bramato, ma non amato.

Perché tutti adorano questo ragazzino? Perché possiede il candore e l’innocenza che loro hanno perduto. I conoscenti di Mr Cox vivono in mondo fatto di pulsioni sessuali più o meno inconfessabili, di letti scambiati, di bicchieri di troppo e di illusioni. Tutti i membri della cricca dell’astrologo cercano di nascondere il loro ambiguo passato e i loro punti deboli dietro una teoria di maschere o dietro l’orlo di un bicchiere.

Questi uomini e donne sono incapaci di conoscere sé stessi, di riconoscersi per quello che sono davvero. L’innocente ragazzino (la voce della verità che “mette a nudo” la nudità dell’imperatore) è l’unico in grado di svelarne la vera, meschina, essenza:

“Lei deve bere davvero molto, Madame Girard” disse Malcolm con un tono di preoccupazione nella voce, e di nuovo ci fu uno scoppio di risa, però più soffocato, stavolta, mentre Mr Girard mordeva la pipa e volgeva lo sguardo verso una fila piena di vasi vuoti pieni di fresche rose color granato.
“Che cos’hai detto?”, domandò Madame Girard, con una specie di stupefatta astuzia nella voce, come uno che voglia scoprire i precisi particolari che condanneranno il nemico alla sconfitta.
“Mi pare che lei sia ubriaca, Madame”, disse Malcolm.
Ora le risate dei giovanotti diventarono irrefrenabili.

giphy-alice in wonderland queen

All’affascinante ingenuo basta una parola ben piazzata, un letale corsivo, per far cadere castelli di carte e maschere costruite ad arte. Tutte le figure che incontra recitano una parte : Kermit, il pittore amante del tè e dei gatti (il Cappellaio matto?), finge di non essere un nano, mentre Madame Girard ha come indispensabile oggetto di scena il prestigioso cognome che ha ereditato dal marito (il Fante di cuori?). L’unico a non avere un copione è Malcolm: lui è un foglio bianco. Il ragazzino è incapace di capire, può solo lasciarsi trascinare dalla storia:

“Sei così caro”, disse l’altro lagnandosi. “Ma capisci, senti, comprendi? Oh, come ho bisogno di te in questo momento. Ho bisogno di qualcuno. Sono solo, completamente solo,” gridò.
“Signore,” ricominciò Malcolm.
“No, non parlare”, disse l’altro. “Non lo dico per rabbia, ma per disperazione. Malcolm, tu NON capisci…”

No, lui non capisce. Forse, il bel giovane non è l’Alice curiosa che “fa andare avanti la storia”, forse è il Ghiro sonnacchioso di Carroll. Oppure è davvero l’Alice perfetta per illustrare le storture di un moderno Paese delle meraviglie in cui è impossibile conservare la propria innocenza:

Narrazione simbolica, Malcolm è (…) il punto d’incontro di molte tensioni e suggestioni apparentemente inconciliabili, ma alla fine è anche una meditazione, più che sulla gioventù e su una maturità negata, sul disastro di una società, di una cultura e di una storia, e sull’infinita stupidità della specie umana. (Goffredo Fofi)

Per approfondire:

Questo è un romanzo complicato, da interpretare e reinterpretare, per questo vi propongo una seconda chiave di letturaThe Strange, Unsettling Fiction of James Purdy-The New Yorker:

Forse è meglio iniziare a conoscere questo scrittore attraverso i suoi racconti: vi consiglio questo stupendo post de La libraia virtuale.

Le mie “altre tane del Bianconiglio”: la graphic novel Arkham Asylum di Grant Morrison (dove è centrale il tema del viaggio iniziatico) e il manga Are you Alice? (la questione dell’identità gioca un ruolo importantissimo in quest’opera).

Annunci

5 pensieri riguardo “Malcolm: curioso, davvero curioso

Rispondi a benny Annulla risposta

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.