Miti e leggende del Medioevo

miti e leggende del medioevo petoia

Qualche giorno fa, ci siamo introdotti, virtualmente, nello studio di un filologo. È giunto il momento di ritornare in quella stanzetta piena zeppa di bestiari, erbari e testi antichi: oggi approfondiremo alcuni temi presenti in Baudolino e continueremo il nostro viaggio alla scoperta del Medioevo, età di falsificazioni. Ad accompagnarci sarà Erberto Petoia,l’autore di Miti e leggende del Medioevo (Newton Compton Editori, 1992), un compendio di finzioni degne del bugiardo matricolato nato dalla penna di Umberto Eco.

Baudolino sembra incarnare il desiderio di evasione che ha spinto i suoi contemporanei a dare vita a creature bizzarre e a luoghi fantastici:

Il Medioevo di per se stesso rappresenta un’epoca storica ambigua: da un lato un mondo fantastico, onirico, in cui tutto sembra scorrere e svolgersi in maniera armonica, dall’altro un mondo in cui tutti i casi della vita hanno forme esteriori molto violente. È da questa violenza e da questo crudo reale che l’uomo medioevale cerca una fuga disperata, dando vita a un mondo fittizio in cui trovare momentaneo sollievo e rifugio. Purtroppo i sogni muoiono all’alba, e il giorno si presenta ancora più nitido nella sua durezza e nella sua reale dimensione; da qui la necessità di perpetuare incessantemente e di tenere in vita un mondo metastorico, sublimazione di desideri irrealizzabili nel reale.

I desideri irrealizzabili alimentano la fucina dell’immaginazione: nascono così storie di guerrieri, di santi, di maghi e di incantatrici. Sulle mappe geografiche appaiono, come d’incanto, fonti prodigiose, regni fantastici e isole leggendarie. Più le tenebre si infittiscono, più il lume della fantasia risplende.

the lady of shalott waterhouse

Il passaggio dal paganesimo al cristianesimo segna il crepuscolo dei vecchi dèi ed eroi, ma questi personaggi ricompaiono, sotto altre vesti, nelle leggende medievali. Per esempio, gli antichi guerrieri irlandesi, i Fianna, relegati ai margini dall’avvento della nuova religione, riappaiono nella Leggenda di San Patrizio:

Interrogato da Patrizio, il gigante rispose: “Sono Caoilte, figlio di Ronan, dei Fianna”. (…) Patrizio ordinò che gli venisse dato del cibo, dell’acqua e un buon trattamento, e si intrattenne a lungo a parlare con lui. Il mattino dopo i suoi due angeli protettori vennero da lui, e Patrizio chiese loro se ascoltare le storie dei Fianna fosse un’offesa per il Signore. Ma gli angeli gli risposero che non c’era nessun peccato in quello che faceva, ma anzi che provvedesse a raccogliere quelle storie che sarebbero servite da divertimento per le generazioni future.

Alcune figure dell’antichità classica subiscono bizzarre metamorfosi durante il Medioevo. Il caso più eclatante è forse quello di Virgilio che, da poeta, si tramuta in un potente mago. Lo “stregone” opera più di un prodigio nella bella città di Napoli e sopraintende anche alla costruzione di Castel dell’Ovo: il palazzo non crollerà, sinché l’uovo magico che Virgilio ha racchiuso al suo interno resterà intatto.

Invenzioni degne del bugiardo partorito dalla penna di Umberto Eco. A questo proposito, direi che è giunto il momento di tornare a parlare del Regno del Prete Gianni e di altre lande incantate. Nel romanzo, l’impero di questo mitico sovrano viene creato a tavolino da Baudolino e da un gruppo di studiosi. Questa panzana colossale tra le sue origini da una delle tante mistificazioni medioevali:

Verso la fine del XII secolo viene alla ribalta un misterioso personaggio, re e sacerdote di una lontana regione orientale, che in una lettera rivolta ai potenti di quel tempo descrive il proprio regno e le proprie origini. Il suo regno, meravigliosamente descritto, si estendeva attraverso le tre Indie e il deserto di Babilonia fino alla torre di Babele. (…) La storia di questa lettera è, indubbiamente, una storia di travisamenti e di falsificazioni, e molto probabilmente l’estensore è un chierico al corrente della letteratura relativa all’Oriente e lettore della Bibbia (…).

regno del prete gianni
Di sconosciuto – The Bodleian Libraries, Oxford, CC BY 4.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=41927734

Eco ha ripreso e rielaborato diversi elementi presenti nella lettera di Prete Gianni: il meraviglioso palazzo del sovrano, i suoi strani sudditi, il fiume in cui scorrono macigni invece che acqua. L’autore de Il nome della rosa ha trasformato quel regno in un simbolo di tutte illusioni medievali destinate a morire, come i sogni, allo spuntare dell’alba. Il reame ideato da Baudolino assomiglia alla fonte della giovinezza descritta in tante leggende: è una chimera che esercita il suo fascino solo finché non viene trovata. Chi raggiunge la mitica sorgente non ottiene quasi mai la felicità:

Molti (…) hanno (…) sperato nell’elisir di lunga vita o in qualcosa che desse loro non la vita eterna, ma l’eterna giovinezza (…). Questo desiderio ha al massimo trovato qualche sua sublimazione o caduchi surrogati, ma resta fondamentalmente inappagato. Comunque, anche quando (…) si riesce a trovare la fonte che consente di rimanere eternamente giovani, non sempre si riesce ad accettare facilmente l’immortalità; prima o poi prevale il desiderio di liberarsi di quel corpo che, alla lunga, diventa un inutile involucro di desideri e, soprattutto, di dolori.

Le prime ad essere consapevoli dell’impossibilità della fuga e dei limiti delle menzogne letterarie sono le donne, oppresse e umiliate. Tra le pagine di Petoia, incontriamo incantatrici come Morgana e Melusina, Amazzoni guerriere e persino una papessa, ma queste figure esistono solo nel regno dell’immaginazione. La leggenda di Aino e la storia della sventurata monaca di Watton ci rivelano il vero volto di una società misogina e sessista.

melusina chiesa san sulpice
Di GO69 – Opera propria, CC BY-SA 4.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=65084171

Eppure, nonostante la tragica quotidianità sia ineludibile, gli uomini medievali continuano a sognare, a forgiare miti e leggende: peregrini come San Brandano si spingono oltre i confini del mondo conosciuto, mentre altri pii viandanti si inoltrano nella Terra Santa o nell’appena creato Purgatorio. Su mari d’inchiostro, si parte alla scoperta di isole fantastiche come quella fantasma, quella degli immortali e quella dei beati. Dietro queste evasioni letterarie si nascondono, ancora una volta, desideri irrealizzabili:

La ricerca dell’isola dei beati rappresenta soprattutto la ricerca affannosa di un qualcosa di cui ci sfugge anche il fine ultimo, il bisogno di un rifugio ideale, a volte anche di un rifugio da se stessi.

La queste del bugiardo Baudolino, ideatore di leggende e di reliquie, non è altro che un riflesso del “Medioevo in fuga”. Il romanzo di Eco affonda le sue radici nei miti raccolti da Petoia: un sostrato culturale ancora vitale, capace di ispirare nuove storie e di avvincere i lettori moderni. D’altro canto, la letteratura è ancora una fucina di inganni e di evasioni.

waterhouse la belle dame sans merci

Postilla. Lo stile di Miti e leggende del Medioevo non è né impeccabile né memorabile e, talvolta, si sente la mancanza di un maggiore approfondimento storico e filologico. Questo volume non è un saggio: è una semplice antologia. Però può essere un buon punto di partenza per partire alla scoperta della letteratura “dell’età di mezzo”.

Per approfondire:

Siti utili: Reti Medievali e Medium Aevum

Il Prete Gianni tra leggenda e realtà (ebook)

La mia recensione del saggio Donne in fuga, vite ribelli nel Medioevo

10 pensieri su “Miti e leggende del Medioevo

    1. Queste coincidenze iniziano a diventare stupefacenti ;). Ti chiederei quali sono gli altri 9 luoghi immaginari, ma non vorrei “bruciarti” l’opportunità di scrivere un post (o lo hai già scritto e me lo sono perso? Tra l’altro se provo a cercare il tuo sito da motore di ricerca Google mi blocca la connessione…)

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      1. Credo che gli ultimi aggiornamenti di Google stiano penalizzando i siti “piccoli” (magari succede anche col mio). Spero che risolvano la situazione: non vedo l’ora di recuperare il tuo (o i tuoi) post sui luoghi leggendari ;). Buone letture!

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