L’inimitabile Jeeves!

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Chi non vorrebbe passare l’estate in un ameno cottage inglese, circondato da rigogliosi cespugli di rose? Trascorrerei i miei pomeriggi in giardino, in compagnia di un buon romanzo e, alle cinque, un impeccabile maggiordomo mi servirebbe Earl Grey e pasticcini. Nell’attesa di realizzare questo (impossibile) desiderio, mi sono concessa una lettura estiva “very British”: The Inimitable Jeeves di P.G. Wodehouse.

Sento il bisogno di fare una doverosa premessa: questa raccolta di racconti non ha niente a che fare con i gialli inglesi che sono solita leggere o guardare alla tv. State tranquilli, questa volta non ci imbatteremo né in pile di cadaveri né in detective pronti a mettere in azione le loro celluline grigie. Qui non c’è traccia di turpi delitti, ma solo di esilaranti equivoci, anche se, a un certo punto del libro, un ragazzino viene buttato giù da un ponte: non so se può contare come tentato omicidio…

Oggi visiteremo l’Inghilterra degli anni ’20 e faremo la conoscenza di Bertie Wooster, un giovane scapolo un po’ snob, e del suo impagabile valletto Jeeves: ci perderemo in un mondo fatto di improbabili scommesse, di strampalati colpi di fulmine e di raffinati servizi da tè.

Bertie Wooster è un “giovin signore”, neanche particolarmente sveglio, protagonista di un fortunato ciclo di libri. Questo scapolo impenitente vorrebbe trascorrere le sue giornate oziando in santa pace, ma il suo dolce far niente viene puntualmente interrotto da qualche avvenimento imprevisto. Talvolta deve prestare aiuto al suo amico Bingo Little, soggetto a rapidi e disperati innamoramenti, talora deve tenere testa  ai rimbrotti della sua tirannica zia Agatha.

bertie wooster

L’acida zietta non ha tutti i torti a lamentarsi: Bertie non ha mai combinato niente di buono. Se non ricordo male, il nostro giovanotto ha vinto un solo trofeo in vita sua: un premio per la miglior raccolta di fiori selvatici. Wooster è un po’ ottuso ed è decisamente snob, ma ha un grande dono: è un magnifico affabulatore. Questo giovin signore è stato capace di intrattenere generazioni di lettori con i brillanti resoconti delle sue avventure: storielle brevi, legate tra loro in modo da creare dei veri e propri archi narrativi.

Questo scansafatiche sa come raccontare una buona storia: i suoi aneddoti grondano humour inglese e ricordano un po’ le disavventure dei celebri Tre uomini in barca. Bertie inanella una tragicomica peripezia dopo l’altra, ammaliando i suoi “ascoltatori” con uno stile brillante, punteggiato da esclamazioni che devono aver messo alla prova più di un traduttore (rummy, great Scott, what the Dickens).

Prima vi ho detto che Bingo Little si affida a Wooster per risolvere i suoi problemi amorosi, ma, in realtà, l’onere di tirarlo fuori da guai ricade sempre sulle spalle del servitore di quest’ultimo: il geniale Jeeves. Spetta a lui il compito di risolvere ogni imbroglio e di riportare la situazione alla normalità, così da permettere al suo padrone di ritornare a oziare in santa pace.

Il valletto di Bertie è così impeccabile da darmi quasi i brividi: sì, ho un rapporto complicato con i personaggi troppo perfetti. Jeeves è “il fratello maggiordomo di Sherlock Holmes”: è sempre un passo avanti rispetto agli altri personaggi ed è anche un abile manipolatore. Il servitore è un vulcano inesauribile di idee geniali, un arlecchino all’ennesima potenza, un vero e proprio deus ex machina. Quest’uomo impareggiabile riesce a far sembrare matti i savi e viceversa.

Però, a ben vedere, Jeeves non è poi così irreprensibile: spesso agisce per il suo tornaconto personale ed è disposto ad infinocchiare sia il suo padrone sia i suoi sventati amici. In alcuni momenti, mi ha ricordato un po’ il diabolico Sebastian di Black Butler: è davvero un diavolo di maggiordomo.

Il geniale servitore ha anche dei punti deboli, però sono puramente estetici: non sopporta gli indumenti improponibili che Wooster si ostina ad indossare (capi d’abbigliamento degni di figurare in una puntata di Ma come ti vesti?) e si sente venir meno quando gli viene ordinato di servire delle sardine insieme al tè. Per lui l’etichetta è tutto.

Durante la lettura di questo esilarante libro, ho visto Jeeves alle prese con gli improbabili amori di Bingo Littlecon imbroglioni provetti e con assurde scommesse (vi è mai venuto in mente di puntare sul prete capace di pronunciare l’omelia più lunga del contado?): il valletto è sempre riuscito a cavarsela, regalandomi più di un colpo di scena. Bravo Jeeves, anche sin troppo.

Non potrò concedermi un soggiorno in Inghilterra, ma, perlomeno, potrò continuare a divertirmi grazie alle opere di Wodehouse. L’impareggiabile Jeeves è una perfetta lettura estiva: brevi capitoletti densi di humour, da sbocconcellare, come muffin, tra un tuffo e l’altro o da degustare durante una torrida serata. Ora, visto che non ho un maggiordomo, direi che è giunto il momento di andare a prepararmi un po’ di tè freddo: vi saluto e vi auguro buone letture.

Per approfondire:

Potete leggere gratuitamente (in lingua originale) le avventure di Jeeves sul sito Project Gutemberg.

La mia recensione di un’altra opera di Wodehouse: Colpo di fulmine alle terme.

8 pensieri su “L’inimitabile Jeeves!

  1. Pingback: Il duca nel sobborgo – Il verbo leggere

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