Barakamon: un anime per l’estate

Benvenuti sull’isola di Fukue, nell’arcipelago di Gotō: una località rinomata per le sue acque cristalline e per l’incantevole Takahama Beach. Questo angolo di paradiso fa da sfondo alle avventure dei protagonisti di Barakamon (regia di Masaki Tachibana, 12 puntate, 2014), un anime perfetto per l’estate. Raggiungetemi in spiaggia e mettevi comodi: oggi partiremo alla scoperta di un piccolo mondo fatto di gentilezze reciproche e di giochi all’aria aperta. Fukue è il luogo perfetto per ritemprarsi, per compiere un viaggio alla scoperta di sé stessi e per ritrovare l’ispirazione.

Seishū Handa, il protagonista di questo anime, è un calligrafo di successo: nonostante abbia poco più di vent’anni, è considerato un maestro, un Sensei. Il giovane sembra essere “già arrivato”, ma in realtà è ancora molto immaturo. La sua vita prende una piega inaspettata quando, durante una mostra, riceve un severo giudizio: un eminente critico bolla la sua calligrafia come banale, convenzionale. Secondo l’esperto Handa si è limitato a riprodurre gli schemi della “vecchia scuola”: se questo è il meglio che può fare, non andrà molto lontano.

Invece di deprimersi o di mettersi a riflettere sulle parole che ha appena ascoltato, il giovane perde le staffe: sferra un poderoso cazzotto al critico, che, per inciso, è un vecchietto con tanto di bastone. Ouch. L’incidente non passa inosservato: l’ammirato Sensei, nel giro di un giorno, diventa un paria.

Il severo padre di Handa, l’uomo che gli ha insegnato tutto quello che sa sulla calligrafia, obbliga il suo irruento figliolo a fare le valigie: il Sensei dovrà lasciare Tokyo per trasferirsi nella sperduta isola di Fukue, lontano da clamore che ha suscitato. Il salto dalla metropoli alla piccola località di mare si rivela traumatico: l’artista è un pesce fuor d’acqua. Per sua fortuna gli abitanti dell’arcipelago sono molto ospitali: gli isolani lo accolgono con un bel sorriso e si fanno in quattro per aiutarlo ad acclimatarsi.

Di kiyoojapan, CC BY-SA 3.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=52571310
isola di fukue giappone

Handa allestisce il suo studio in una casetta che, sino a quel momento, è stata la “base segreta” di tre adolescenti e di una bambina: Tamako, un’aspirante mangaka (vagamente ossessionata dal genere yaoi), Miwa, una spigliata sportiva, Hiroshi il figlio sfaccendato del capo villaggio, e la piccola e vivacissima Naru. Il Sensei, suo malgrado, si ritrova coinvolto nei giochi estivi dei quattro amici e impara ad apprezzare uno stile di vita più semplice e rilassato.

Prima di approdare sull’isola, il protagonista di Barakamon si è concentrato unicamente sul suo lavoro: la passione totalizzante per la calligrafia lo ha portato a trascurare sia gli altri sia sé stesso. Invece a Fukue il giovane è “continuamente distratto”: si ritrova a passare sempre più tempo con il quartetto e, in particolare, con Naru che diventa una sorta di sorellina minore/guida spirituale.

Di giorno in giorno, grazie all’aiuto della bimba, il Sensei impara ad apprezzare le bellezze naturali che lo circondano e inizia a prendersi meno sul serio. L’oscurità che circondava il cuore dell’artista incomincia a dissiparsi: il ventenne arrabbiato, pronto a inveire contro il primo venuto, lascia posto a un giovane uomo più sensibile, più attento alle esigenze di chi lo circonda e disposto a prendersi cura dei bambini del villaggio.

L’arte continua comunque ad occupare i pensieri del calligrafo perché, alla fine delle vacanze estive, si terrà un’importante competizione: l’occasione perfetta per riscattarsi. Handa dovrà riuscire a trovare un nuovo stile, tutto suo. La sua ricerca artistica si intreccerà col suo percorso di maturazione: solo quando riuscirà a guardare il mondo con occhi diversi, sarà pronto per realizzare delle opere davvero innovative.

calligrafia giapponese
Di 又五郎ずんと – Opera propria, CC BY-SA 4.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=78375956

Barakamon, a un primo sguardo, si presenta come una serie animata divertente, dal sapore estivo: lo spettatore si tuffa tra le onde insieme ai personaggi, partecipa ai tradizionali festival giapponesi estivi (Matsuri) e si stende sull’erba, sotto un cielo punteggiato di diamanti. Le avventure del Sensei e dei suoi amici regalano più di un sorriso: Handa, non appena posa il pennello, si trasforma in un adorabile imbranato e va incontro ad ogni sorta di tragicomica disavventura.

Però, il bello di questo anime non si ferma solo alle risate: la serie regala agli spettatori anche più di uno spunto di riflessione. Ogni puntata racchiude una piccola, grande, lezione di vita: di episodio in episodio, anche noi, come il protagonista, impariamo qualcosa dagli abitanti dell’isola. Per esempio, capiamo quanto sia importante godersi ogni istante, in compagnia delle persone a cui vogliamo bene e ci rendiamo conto che è sempre meglio prendere un bel respiro e riflettere prima di agire sconsideratamente (Handa è dannatamente impulsivo).

Barakamon, oltre che sull’amicizia e sulle emozioni, è incentrato anche sull’ispirazione artistica e sulle difficoltà in cui si possono imbattere i creativi. Questo anime ci insegna a “scalare il muro della mediocrità”, a confrontarci con il nostro lato più oscuro e a non deprimerci se qualcuno si rivela più bravo di noi. Credo che questa serie sia una vera fonte d’ispirazione per chi “frequenta” le Muse: dopo averla guardata, vi sentirete più in pace con voi stessi e affronterete senza timore l’incognita del foglio bianco.

Se siete alla ricerca di un anime estivo coinvolgente, con una bella ambientazione e una schiera di personaggi interessanti, non dovete lasciarvi sfuggire Barakamon. “Scappate” a Fukue e lasciatevi incantare dalle opere di Handa: occhio agli schizzi d’inchiostro però ;).

Per approfondire:

Le location dell’anime – Crunchyroll

Barakamon is touching, heartfelt and utterly wonderful – Kotaku

Per saperne di più sull’arte della calligrafia giapponese: il sito dell’associazione Shodō 

10 pensieri su “Barakamon: un anime per l’estate

  1. La cultura giapponese mi piace e amo frugare tra gli anime alla ricerca di qualcosa di carino. Questo sembra interessante e diverso dal solito. A un primo sguardo mi sembra molto buono anche lo stile del disegno. Ho già trovato un link, vedremo se riuscirà a mantenere le mie aspettative 🙂

    Piace a 1 persona

    1. Io mi sono “lanciata” in questo genere da ragazzina perché ai tempi gli anime di livello passavano in tv (Mtv).
      Riguardo al tuo chissà… su You Tube si trovano degli spezzoni di una versione animata del Genji Monogatari, oppure potresti provare con un “classico dei classici” come “Il castello errante di Howl” (libero adattamento di un romanzo di Diana Wynne Jones) :).

      "Mi piace"

  2. Pingback: Botchan – Il verbo leggere

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