Dialoghi con Leucò

dialoghi con leucò cesare pavese

Tiresia! Chi era costui? mi sono chiesta, quando ho visto un’anticipazione del monologo Conversazione su Tiresia. La risposta è arrivata nel cuore della notte: mi sono ritornati in mente alcuni versi de La terra desolata. Dopo aver ascoltato il formidabile Camilleri-Tiresia, mi è venuta voglia di ripercorrere le orme letterarie di questo personaggio-persona, così ho deciso di leggere i Dialoghi con Leucò di Cesare Pavese (Einaudi, 1999). Continua a leggere

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La lettura come malattia cronica

la lettura come malattia cronica

Alcune pagine, dedicate a quelle strane creature che sono i lettori, mi fanno sentire spaesata: è come se, all’improvviso, mi ritrovassi davanti al mio riflesso. Chi ha messo qui uno specchio? Sono io quella di cui stanno parlando? Vi è mai capitato di provare questa sensazione? Qualche tempo fa, mi sono imbattuta in un volume che si apriva con un’introduzione, fulminante, geniale, che mi ha particolarmente colpita, perché rispecchia una certa idea che mi sono fatta della lettura. Ve ne riporto un estratto: Continua a leggere

Praga tra le righe: Utz

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Il viaggio letterario di oggi ci porta in una Praga soffocata dalla cortina di ferro: gli intellettuali cechi devono fronteggiare un nuovo e sinistro Golem, quello del totalitarismo. In Utz di Bruce Chatwin (La biblioteca di repubblica, 2003) la parabola esistenziale di un collezionista di porcellane si intreccia con il destino della capitale boema. Kaspar, un cultore della porcellana di Meissen, ama e odia la metropoli: è incantato dal suo fascino misterioso e dal suo passato alchemico, ma aborre le trasformazioni che le sono state imposte dai corsi e ricorsi storici. Continua a leggere

Pelle di marmo

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Una statua di una bellezza irreale, una sublime rappresentazione della femminilità, che spinge chiunque la stia ammirando ad allungare una mano per sfiorare quella sensuale Pelle di marmo (Giunti, 1994). Però dietro quella perfezione si nasconde un vuoto, una ferita originaria. Questa è la storia di un rapporto tra madre e figlia segnato da silenzi opprimenti: la scrittrice Slavenka Drakulić ha messo in scena una passione violenta, disturbante e inconfessabile.
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