Anime alla deriva

anime alla deriva

Si fa strada in un salotto ingombro di mobili, inciampa in un tavolino, ritrova l’equilibrio e raggiunge l’approdo sicuro del divano Chesterfield. Perché inizio il mio racconto da questo appartamento, quando ho a disposizione un castello? Perché, nelle prime pagine di Anime alla deriva, romanzo a tinte gotiche di Richard Mason, il lettore scopre che nel maniero ci sono un cadavere e un assassino: Continua a leggere

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Londra infinita

londra infinita caprarica

La capitale inglese ha mille volti: quando credi di conoscerla, ti meraviglia mostrandoti un nuovo lato di sé. Il titolo del saggio Londra infinita sembra riferirsi proprio alla capacità della metropoli di mutare pelle, di rinascere, come una fenice, dalle sue ceneri. Siete pronti per un nuovo viaggio letterario very british?
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Dal film… al libro: 10 esempi

dal film al libro

Quando si parla di lettori e di film viene subito in mente un dramma: quello dei romanzi che, una volta trasportati sul grande schermo, diventano irriconoscibili. I personaggi sono vittima di strane metamorfosi, le trame subiscono amputazioni o vengono annacquate… Il catalogo delle atrocità è lungo e variegato. Ne ho viste di brutte (La solitudine dei numeri primi, in primis). Oggi non voglio parlarvi di questa tragedia, anzi voglio proprio ribaltare la situazione, raccontandovi le rare occasioni in cui mi sono trovata dall’altra parte della barricata: sono partita dalla pellicola per approdare all’inchiostro.
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Perversioni urbane: Il condominio

il condominio j.g. ballard

Una sagoma grigia, imponente, che taglia in due il cielo, in cui al calare delle tenebre si aprono squarci di luce: un grattacielo. Ho passato l’adolescenza fissando il monolite dalla finestra della cucina, provando a immaginare le vite dei suoi abitanti, gli interni degli appartamenti. Per anni, ho creduto che sarebbe stato fantastico osservare la città da un attico, sinché non ho letto Il condominio di J.G. Ballard: ora non potrò di vedere allo stesso modo questi giganti di vetro e cemento.
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Sotto le ciglia chissà

sotto le ciglia chissà de andré

Lacrime d’acqua scivolano giù secondo un loro spartito, spilli fitti oltre il muro dei vetri. La pioggia ha un suo ritmo ipnotico che riporta alla mente il fantasma di una melodia. Così mi viene da canticchiare sottovoce Dolcenera, mentre osservo il diluvio del cielo, alzando gli occhi dalla copertina di Sotto le ciglia chissà. Non appena leggo la prima pagina lo vedo lì, davanti a me: con una sigaretta tra le dita, mi guarda un po’ perplesso perché si aspettava di trovare lì un altro che mi somiglia. È vero, maestro De André: lui saprebbe raccontarti meglio di me, ma non è un uomo di lettere.
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