La marcia di Radetzky: il senso di una fine

la marcia di radetzky

Il senso di una fine. Ne La marcia Radetzki lo scrittore Joseph Roth mette in scena il tramonto dell’Impero Austro-Ungarico, intrecciandolo ai rami di un albero genealogico, quello dei Trotta. Nell’arco di tre generazioni, un regno declina, mostra fratture che si riveleranno fatali, mentre il suo imperatore si avvia verso la morte.
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Stoner: una vita piatta e indimenticabile

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Basta guardare la copertina di Stoner per capire l’essenza del suo protagonista: un uomo che sembra sfuggirti, confondersi con la tappezzeria, ma da cui non riesci a distogliere lo sguardo. Dopo aver tanto sentito parlare di questo libro, mi sono finalmente decisa a leggerlo e devo ammettere di esserne rimasta folgorata: John Williams è riuscito nel miracolo di trasformare quella che nella postfazione viene definita come una vita piatta e desolata, in un’epopea di rara forza e delicatezza.
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Film vs libro: Il paradiso degli orchi


La scorsa volta vi ho parlato di dieci film che mi hanno spinta a leggere i libri da cui sono stati tratti. Vi ho anche lasciati in sospeso preannunciandovi una svolta inaspettata, un dramma capace di far tremare i polsi dei lettori: mi sono ritrovata davanti a una pellicola che mi è piaciuta più del romanzo che l’ha ispirata. Il paradiso degli orchi mi ha messo in una situazione imbarazzante: devo confessare di preferire il signor Malaussène di celluloide alla sua controparte letteraria.
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Città di notte: l’altra America

città di notte john rechy
Città di notte, John Rechy, Marco Tropea Editore

Chi legge vive mille vite prima di morire… Quando mi immergo tra le pagine, mi spoglio della mia identità per assumerne un’altra, per guardare il mondo con occhi diversi. Lo faccio perché penso che un solo punto di vista sia troppo limitato: ho bisogno di conoscere più di quanto mi conceda la mia singola esistenza. Mi capita così di perdermi in luoghi che altrimenti non avrei mai esplorato, come l’altra America di Città di notte.
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Equivoci e bugie: di capri e pecore

equivoci e bugie cannon

Credo di avere una fissazione per le storie ambientate in solo apparentemente idilliache cittadine inglesi, dove dietro ogni tendina a fiorellini si nasconde un segreto inconfessabile. Quindi era inevitabile che, dopo aver letto la bella recensione de La Lettrice Assorta, mi buttassi a capofitto tra le pagine di Equivoci e bugie.
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La campana di vetro

la campana di vetro sylvia plath

Chiudete gli occhi. Immaginate di essere a New York, più precisamente a Central Park. Per parlarvi del libro di oggi, non potevo che prendere come punto di partenza il laghetto delle anatre del Giovane Holden. Una superficie ghiacciata, bianca e apparentemente perfetta, sotto cui si nascondono acque nere e senza pietà: leggere La campana di vetro equivale a rompere un guscio immacolato, per immergersi nel cuore di tenebra della metropoli e dell’America degli anni Cinquanta.
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