Ne muoiono più di crepacuore

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Anarchiche associazioni mentali. Leggere un libro di Saul Bellow equivale a lasciarsi sommergere da un flusso inarrestabile di pensieri. Una marea montante d’inchiostro che ha quasi avuto la meglio su di me, mentre sfogliavo le confessioni del grafomane Herzog. Non paga di quell’esperienza, ho deciso di leggere anche Ne muoiono più di crepacuore (Oscar Mondadori, 2008). Continua a leggere

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Il museo dell’innocenza

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Scrittore-rifugio: un autore che è ormai una garanzia, una coperta di Linus a cui aggrapparsi, quando non si ha voglia di tentare un salto letterario nell’ignoto. Orhan Pamuk per un me è una certezza: so che tra le sue pagine troverò sempre un porto sicuro, la promessa di una lettura interessante ed avvincente. Per questo motivo ho deciso di ritornare nella sua Istanbul d’inchiostro e di visitare Il museo dell’innocenza (Einaudi, 2009). Continua a leggere

La montagna incantata: l’elemento tempo

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Questione di tempo. Il tempo gioca un ruolo fondamentale in questo romanzo: da una parte ci sono le settimane che il giovane Hans Castorp trascorre in un sanatorio, dall’altra le riflessioni “temporali” che Thomas Mann ha inserito nel testo, nel mezzo le ore che il lettore dedica alla lettura di questo poderoso tomo. La montagna incantata (Mondolibri, 2002) è una sinfonia in cui una soprano al tramonto della sua carriera, la Belle Époque, fa da contrappunto a un tenore, l’uomo, che contempla l’intervallo tra la vita e la morte, tra la prima e l’ultima riga dello spartito. Continua a leggere

Via Katalin

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Ananke, fatalità: questa parola mi è lampeggiata nel cervello, come un’insegna al neon, mentre leggevo Via Katalin di Magda Szabó (Einaudi, 2009). Perché? Perché i quattro protagonisti del romanzo sono legati dal filo rosso del destino, anzi sono simili a mosche intrappolate nella stessa ragnatela fatale, ordita da Ananke-Aracne. Continua a leggere