Città di notte: l’altra America

città di notte john rechy
Città di notte, John Rechy, Marco Tropea Editore

Chi legge vive mille vite prima di morire… Quando mi immergo tra le pagine, mi spoglio della mia identità per assumerne un’altra, per guardare il mondo con occhi diversi. Lo faccio perché penso che un solo punto di vista sia troppo limitato: ho bisogno di conoscere più di quanto mi conceda la mia singola esistenza. Mi capita così di perdermi in luoghi che altrimenti non avrei mai esplorato, come l’altra America di Città di notte.
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La Roma sublime del Fauno di marmo

viaggi letterari la roma de il fauno di marmo

Se amate i viaggi letterari, non potete perdervi la Roma monumentale e sublime di Nathaniel Hawthorne: il suo romanzo Il fauno di marmo è ricco di “impressioni della capitale” capaci di far vibrare le corde dell’animo, di trasportare il lettore in un luogo ricco di chiaroscuri, di storia e di passione.
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Equivoci e bugie: di capri e pecore

equivoci e bugie cannon

Credo di avere una fissazione per le storie ambientate in solo apparentemente idilliache cittadine inglesi, dove dietro ogni tendina a fiorellini si nasconde un segreto inconfessabile. Quindi era inevitabile che, dopo aver letto la bella recensione de La Lettrice Assorta, mi buttassi a capofitto tra le pagine di Equivoci e bugie.
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Perversioni urbane: Il condominio

il condominio j.g. ballard

Una sagoma grigia, imponente, che taglia in due il cielo, in cui al calare delle tenebre si aprono squarci di luce: un grattacielo. Ho passato l’adolescenza fissando il monolite dalla finestra della cucina, provando a immaginare le vite dei suoi abitanti, gli interni degli appartamenti. Per anni, ho creduto che sarebbe stato fantastico osservare la città da un attico, sinché non ho letto Il condominio di J.G. Ballard: ora non potrò di vedere allo stesso modo questi giganti di vetro e cemento.
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La campana di vetro

la campana di vetro sylvia plath

Chiudete gli occhi. Immaginate di essere a New York, più precisamente a Central Park. Per parlarvi del libro di oggi, non potevo che prendere come punto di partenza il laghetto delle anatre del Giovane Holden. Una superficie ghiacciata, bianca e apparentemente perfetta, sotto cui si nascondono acque nere e senza pietà: leggere La campana di vetro equivale a rompere un guscio immacolato, per immergersi nel cuore di tenebra della metropoli e dell’America degli anni Cinquanta.
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Sotto le ciglia chissà

sotto le ciglia chissà de andré

Lacrime d’acqua scivolano giù secondo un loro spartito, spilli fitti oltre il muro dei vetri. La pioggia ha un suo ritmo ipnotico che riporta alla mente il fantasma di una melodia. Così mi viene da canticchiare sottovoce Dolcenera, mentre osservo il diluvio del cielo, alzando gli occhi dalla copertina di Sotto le ciglia chissà. Non appena leggo la prima pagina lo vedo lì, davanti a me: con una sigaretta tra le dita, mi guarda un po’ perplesso perché si aspettava di trovare lì un altro che mi somiglia. È vero, maestro De André: lui saprebbe raccontarti meglio di me, ma non è un uomo di lettere.
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