Principianti

principianti raymond carver

Un uomo armato di ascia si avventa su personaggi, dialoghi e sentimenti, facendoli a pezzi. L’inchiostro scorre come sangue. L’autore di quelle frasi mutilate inorridisce. Invece il carnefice sorride, estatico. Quando ho provato a immaginarmi l‘editing subito dai racconti di Raymond Carver, mi è venuta in mente una scena del genere. La raccolta Principianti (Einaudi, 2009) rende giustizia a quelle storie ferite, permettendoci di riscoprirle nella loro versione originale.
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Il complotto contro l’America

philip roth

Il giorno in cui Philip Roth è venuto a mancare, mi sono ritrovata a prestare uno dei suoi romanzi a un perfetto sconosciuto. Io che amo i miei libri alla follia e che fatico a separarmene. Forse l’ho fatto perché vorrei che questo cantore dell’anima inquieta degli U.S.A. fosse conosciuto dal maggior numero possibile di persone. Secondo me, i suoi scritti sono un antidoto al razzismo e all’odio. Sono un inno all’umanità, a un’umanità fragile e imperfetta, perennemente in balia del destino e del caso, come la famiglia protagonista de Il complotto contro l’America. Continua a leggere

Paura

paura richard wright

Anni Trenta, Chicago è percorsa da una crescente tensione: una linea invisibile segna il confine tra la parte della città destinata ai bianchi, ai cittadini per bene, e il South Side dove risiedono i poveri e pericolosi neri. Lo scrittore Richard Wright in Paura (Native Son) denuncia il razzismo di una società cieca, incapace di riconoscere uguali diritti a tutti e di rendersi conto di quanto sia rischioso continuare a tenere segregata una parte della popolazione.
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Stoner: una vita piatta e indimenticabile

stoner

Basta guardare la copertina di Stoner per capire l’essenza del suo protagonista: un uomo che sembra sfuggirti, confondersi con la tappezzeria, ma da cui non riesci a distogliere lo sguardo. Dopo aver tanto sentito parlare di questo libro, mi sono finalmente decisa a leggerlo e devo ammettere di esserne rimasta folgorata: John Williams è riuscito nel miracolo di trasformare quella che nella postfazione viene definita come una vita piatta e desolata, in un’epopea di rara forza e delicatezza.
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