Yuri!!! on Ice

Le storie, non parlo solo di libri, ma anche di film, fumetti, cartoni e anime, hanno sempre rivestito un ruolo fondamentale nella mia vita. Quando ho bisogno di una boccata d’ossigeno, di una rassicurazione mi rivolgo ai miei eroi imperfetti per trovare conforto nella loro capacità di affrontare le sfide, nonostante tutti i loro difetti. Yuri, il protagonista di Yuri!!! on Ice è uno di loro.
Avevo già sentito parlare di questo anime, incentrato sul mondo del pattinaggio artistico su ghiaccio, uno dei pochi sport capaci di affascinare una nerd come me, una che sudava freddo quando si avvicinava l’ora di educazione fisica, scorrendo i commenti relativi alle esibizioni del talentuoso Johnny Weir su YouTube. Gli animatori di Yuri!!! on Ice sono riusciti a catturare la fluidità, la grazia, lo stile e l’impegno che danno origine alle performance dei più grandi pattinatori. Una sfida non facile. Per di più il regista, Sayo Yamamoto, è riuscito a spiegare i dettagli tecnici delle competizioni in modo chiaro e a coinvolgere lo spettatore mostrando cosa passava per la testa di ogni contendente durante la gara. Ogni esibizione è diventata unica grazie al genere musicale e al tema scelto per la competizione dal pattinatore di turno. Ma, soprattutto, a catturarmi, sin dal primo istante, è stato Yuri Katsuki.

Nel primo episodio, Yuri è a pezzi, ha appena perso una gara importante per colpa dell’ansia e di una brutta notiza. Si è nascosto in bagno a piangere, quando, all’improvviso, un altro pattinatore, un punk russo adolescente inizia a prendere a calci la porta (in realtà, non è cattivo come sembra, ma lo scopriremo solo in seguito). Anche lui si chiama Yuri, ma, a differenza dello Yuri giapponese, è un astro in ascesa, motivato e supportato da nientedimeno che Victor Nikiforov: una vera e propria star del pattinaggio, che Katsuki ammira da sempre. Lo Yuri nipponico, dopo la batosta, torna a casa, demotivato, ma, dopo che il filmato di un suo allenamento, in cui esegue una coreografia di Victor, diventa virale sui social, si ritrova davanti al suo idolo. Per la precisione, se lo ritrova davanti, nudo, in bagno termale… Il campione annuncia di essere arrivato in Giappone per allenare il giovane e aiutarlo a conquistare la medaglia d’oro nel prossimo Grand Prix.

Inizia così una nuova stagione per Yuri, all’insegna del’amore, il tema che ispirerà le sue esibizioni: l’amore che prova per lo sport, per la sua famiglia e i suoi amici e il nuovo sentimento che Victor ha risvegliato nel suo cuore. Il russo sa che il cuore di ogni pattinatore, lui incluso, è fragile e che quello di Yuri è stato messo a dura prova: per portare Katsuki sul podio dovrà aiutarlo ad avere più fiducia in sé stesso, a superare i suoi limiti. Non si tratta di un rapporto a senso unico: Yuri, in cambio della sicurezza che gli verrà donata dal suo nuovo allenatore, aiuterà Victor, che si è sempre dedicato solo alla carriera, e che arrivato a ventisette anni comincia a sentirsi stanco, a ritrovare l’entusiasmo per lo sport e per la vita.

In dodici puntate, i protagonisti e il cast di comprimari, ironici, vitali, capaci di scaldare l’arena e i cuori mi hanno aiutata a capire che non ci si deve arrendere davanti alle cadute, che l’importante è rialzarsi. Anche personaggi più forti, più sicuri di sé possono commettere errori, scivolare, ma sono sempre pronti a continuare a gareggiare. Ovviamente, a conquistarsi un posto speciale nel mio cuore è stato sopratutto Yuri: imperfetto, ansioso, ma dotato di una grande passione e forza d’animo. Vederlo crescere, di puntata in puntata, vedere come la sua esibizione cambiava, di volta in volta, rispecchiando i suoi sentimenti è stato emozionante: in lui ho rivisto alcune delle mie insicurezze e il mio desiderio di affrontarle.

Vi lascio con il video della cover inglese dell’opening di questo anime: una canzone che, secondo me, riassume perfettamente le atmosfere di Yuri!!! on Ice.

Le Chevalier D’Eon

Durante il regno di Luigi XV per le corti d’Europa si aggirava un personaggio straordinario, un diplomatico che divenne un’attrice: il Cavaliere D’Eon. L’anime Le Chevalier D’Eon, di Tow Ubukata, prende spunto da questa figura storica, mescolando realtà e finzione:

D’Eon era maschio o femmina, francese o inglese, buono o cattivo, pazzo (vari commentatori moderni danno una diagnosi di “paranoia”) o sano di mente? (…) Benché affermasse, ripetutamente, di volere che tali investigazioni cessassero, fu d’Eon a provocarle di continuo, compiacendosi, almeno così pare, proprio dell’ambivalenza che produceva un terremoto epistemologico tra i suoi conoscenti, tanto in Francia quanto in Inghilterra. Egli esiste, infatti, su quella linea di confine tra generi, come tra paesi. (Interessi truccati, Marjorie Garber)

La serie risolve l’enigma rappresentato dal cross-dresser D’Eon ricorrendo a una spiegazione sovrannaturale e sdoppiando il cavaliere in due distinte persone: D’Eon e sua sorella Lia, o meglio l’anima di lei, che ha trovato rifugio nel corpo del fratello. Nell’anime, Lia,una spia al servizio di re Luigi VX, è stata uccisa in circostanze misteriose: il suo spirito non ha trovato la pace ed è “disceso” nel corpo di d’Eon per ottenere vendetta.

La scomparsa della giovane ha dato il via a una serie di omicidi, dietro cui si nasconde la setta dei poeti, ispirata all’Hellfire Club di Medmenham, di cui fanno parte personaggi come il conte di Saint-Germain e Robespierre. Sembra che i poeti abbiano ucciso Lia per potersi impossessare del libro dei Salmi, un volume che permette al suo possessore di conoscere in anticipo la storia di Francia: il loro obiettivo è dare il via a una rivoluzione. Luigi XV sa che, se vuole rimanere re di Francia, deve recuperare il libro dei Salmi ad ogni costo ed affida la missione a D’Eon e ad altri tre cavalieri. Il protagonista è costretto, suo malgrado, a mettersi sulle tracce della misteriosa setta e a servire il re, come sua sorella, anche se non nutre una grande fiducia nell’aristocrazia: solo ripercorrendo i passi di sua sorella, potrà scoprire la verità.

Su Le Chevalier D’Eon grava un altro spettro, quello di una celebre cross-dresser: Lady Oscar. All’inizio il confronto è inevitabile, ma la serie di Ubukata riesce ad attirare lo spettatore grazie alla cura per le ambientazioni, all’alternanza tra dato storico e sovrannaturale, e, soprattutto, grazie a D’Eon e ai suoi tre compagni:Teillagory, Durand e Robin.

I quattro sono il vero cuore pulsante dell’anime. In loro si incarna il dramma della fedeltà e della lealtà: sono cavalieri in un mondo che si avvia alla Rivoluzione e servono un sovrano che non sembra degno della loro stima. Si spostano da una corte all’altra, dalla Russia all’Inghilterra, su una scacchiera dove le alleanze sono sempre più incerte, dove il bianco e il nero si confondono. Personaggi come il veccho Teillagory e il giovane Robin incarnano il conflitto tra l’antico e il moderno, tra chi ha servito il precedente sovrano e chi si ritrova a dover far fronte a una nuova situazione, a una Francia in cui reazionari e rivoluzionari, correnti riformiste e tradizionaliste si scontrano sia nelle piazze che nelle sale splendenti di Veirsalles.

Le Chevalier D’Eon diventa così una tragedia, dove ad impressionare lo spettatore non sono tanto il potere dei Salmi, delle parole che i Poeti usano per sottomettere i loro avversari, né le apocalittiche visioni della Francia rivoluzionaria guidata da un Robespierre che sembra assumere i tratti di un oscuro messia, quanto il dramma interiore, il conflitto che lacera il cuore dei personaggi. Una tensione insostenibile che si incarna in D’Eon uomo/donna, diviso in due come la  Francia alle soglie dell’avvento al trono di Luigi XVI.

 

Anime night

La scorsa settimana, mia cugina mi ha convinta ad ordinare una cena a base di sushi. Mentre caricavamo in macchina buste di salsa di soia e vassoi di maki, abbiamo cominciato a discutere di anime. Mi sono ritornate in mente le serate in cui mi godevo l’Anime night di MTV, prima dell’arrivo dei palestrati e lampadati di Jersey Shore: un paio d’ore dedicate all’animazione made in Japan che mi facevano dimenticare verifiche e interrogazioni. Così, in ricordo dei vecchi tempi, ho deciso di proporvi alcune serie da vedere o rivedere:

  • Death note: il mostro sacro, uno dei migliori anime di sempre, almeno secondo me. Light, uno studente modello, entra in possesso di un quaderno che gli permette di uccidere chiunque desideri: devo solo scrivere il nome e cognome della sua vittima. Inizialmente Light pensa di utilizzare il note per liberare il mondo dai malfattori, ma ben presto la brama di potere si impossessa di lui e il ragazzo assume l’alter-ego di Kira, il dio killer che aspira alla creazione di un nuovo mondo. Contro di lui si schiera il miglior detective del mondo: L, un giovane misterioso, che si nutre di soli dolci e che ha consacrato la sua vita alla giustizia, condannandosi alla solitudine.

 

  •  Madoka magica: una storia che inizia come Sailor Moon o come un qualsiasi Mahou Shoujo, ma che all’improvviso assume toni molto più dark. Madoka e la sua amica Sayaka incontrano Mami, una giovane che, dopo aver stretto un accordo con una strana creatura, è diventata una paladina della giustizia impegnata a fronteggiare delle streghe, strane entità responsabili di ogni sciagura che avviene in città. Accettando di diventare delle maghe si può veder esaudito il proprio desiderio più grande, a patto di debellare mostri che infestano la metropoli: la timida Madoka e l’intraprendente Saiyaka sono tentate dall’offerta, ma non sanno che per ottenere un simile potere è necessario pagare un prezzo molto elevato…
  • Yona dell’alba: la principessa Yona ha sempre vissuto all’interno del palazzo reale, lontana dai conflitti e dai problemi del suo paese, sino alla notte in cui suo padre è stato ucciso. Per riuscire a riconquistare il trono deve ritrovare quattro ragazzi che possiedono un potere leggendario. Certo, devo ammetterlo, in questo anime ci sono sin troppi “bei ragazzi”, ma vale la pena di osservare la trasformazione di Yona da giovane viziata a guerriera. Nella serie compare anche un personaggio molto interessante: il giovane genio Yoon, un maestro in qualsiasi disciplina. Il ragazzo non ama la violenza, ma è costretto a scendere in campo per aiutare Yona e i suoi alleati: le sue armi non sono la forza fisica e la violenza, ma l’intelligenza e l’astuzia.
yona.png
Yona by Sakretsu -Wikipedia
  • Full Metal Alchemist: la serie che mi ha fatto conoscere l’alchimista più “tappo” della storia, Edward. Dal capolavoro di Hiromu Akarawa sono state tratte due serie animate: la prima non rispecchia la trama originale perché è stata prodotta prima del termine della pubblicazione del fumetto, mentre la seconda,Brotherhood, rispecchia fedelmente il manga. Edward e Alphonse hanno cercato di riportare in vita la loro madre, con l’alchimia, ma hanno fallito e hanno pagato un tributo di sangue: Alphonse è stato privato del suo corpo e la sua anima è stata legata a un’armatura, mentre Edward ha perso un braccio e una gamba. Per cercare di recuperare i loro corpi originari i fratelli decidono di mettersi alla ricerca della leggendaria pietra filosofale, scontrandosi con i poteri occulti che governano il loro paese che si annidano all’interno dell’esercito.

 

Sono curiosa: quali sono i vostri anime preferiti? Seguivate la Anime Night?

 

L’uomo gambero

-Non dirmi che ti piace questo anime?- disse, indicando lo schermo del televisore. (Almeno, credo che abbia detto qualcosa del genere, sono passati parecchi anni da allora).
-No, no figurati. Stavo solo facendo zapping, aspettando che tu fossi pronta.- Bugiarda.
Mi era bastato vedere una decina di minuti della prima puntata di Orphen per decidere che avrei seguito la serie. Come potevo resistere a quel mix di magia e humour?

Il protagonista dell’anime, Orphen, è cresciuto all’ombra della Torre della Zanna (una sorta di Hogwarts oscura), dove ha affinato le sue doti innate, sotto la guida del maestro Childman. La sua vita è stata improvvisamente sconvolta quando Azalie, una sua amica d’infanzia/la ragazza di cui è innamorato, durante uno sfortunato esperimento, si è trasformata in un orribile drago assetato di sangue. Dopo aver appreso, con orrore, che tutti gli stregoni della Torre erano intenzionati ad eliminare il mostro, Orphen ha abbandonato la scuola e si è messo alla ricerca di un antico manufatto in grado di restituire ad Azalie il suo aspetto originario. Durante il suo lungo pellegrinaggio, lo stregone rinnegato, che aspirava a compiere la sua missione da solo, si è ritrovato, suo malgrado, a condividere il suo viaggio con due giovani e a venire perseguitato da due fratelli imbranati. Il tutto mentre la Torre della Zanna continua a tramare alle sue spalle…

Però, lo devo ammettere, il mio personaggio preferito non è Orphen ma Hartia, il suo migliore amico. Il mago dai capelli rossi, è rimasto alla Torre, perché è a conoscenza di alcuni particolari ignoti al protagonista, ed è desideroso di aiutare il suo vecchio compagno. Peccato, che per non farsi scoprire dagli altri stregoni abbia deciso di ricorrere a un assurdo travestimento… Hartia è uno stregone abile e ha un grande cuore e un innato senso dell’amicizia, ma, allo stesso tempo, è un nerd e un imbranato: un vero eroe imperfetto. Ogni volta che si presenta davanti a Orphen, indossando i panni del suo supereroe preferito, combina una serie di disastri (es sfondare un tetto…). Però, se non fosse un combina guai non sarebbe altrettanto simpatico e adorabile.

Vale la pena di rivedere questo anime e di lasciarsi coinvolgere dalle disavventure di Hartia. Quanto a me, sono da anni una sua fan: è colpa sua se, anni fa, mi sono tinta i capelli di rosso.

Il conte di Montecristo: Gankutsuou

Immaginate di essere sbarcati sull’isola Montecristo e di essere ospiti di Edmond Dantes: vi trovate nella sua meravigliosa grotta dalle pareti scintillanti, circondati da tappeti preziosi, opere d’arte e profumi orientali. Mettetevi comodi e preparatevi per la prima parte del viaggio dedicato ai due Conti di Montecristo. Fissate lo sguardo sugli arabeschi di un’intricata decorazione e tenetevi pronti al salto spazio-temporale: state per venire trasportati sulla luna. Attenzione: non è un viaggio per i deboli di cuore.

Gankustuou, l’anime tratto dal romanzo di Dumas, è ambientato in un ipotetico futuro: prende l’avvio nel bel mezzo di uno sfrenato Carnevale lunare, che sostituisce di quello di Roma, descritto nell’originale. Prendete posto su uno dei carri e cercate di abituarvi al caleidoscopio di colori, che vi vorticano intorno. Il design dell’anime non è convenzionale: l’ambientazione e i personaggi sono realizzati con una tecnica affine al collage, con tasselli che paiono ricavati da stoffe cangianti. I capelli e gli abiti hanno una texture particolare e sembrano uscire fuori da un video di Lady Gaga (potreste aver bisogno di un po’ di tempo per abituarvi).

Raggiungiamo Albert Morcerf, il figlio di Mercedes, la donna amata dal Conte di Montecristo, e di uno degli uomini che odia di più al mondo. Teniamolo d’occhio: è uno dei personaggi principali, in questo adattamento. Albert è un giovane ingenuo e sprovveduto, anche troppo, si può perdonare la sua dabbenaggine solo tenendo conto della sua età. Seguiamolo a teatro dove incontra il conte: un uomo che sembra un vampiro ed è avvolto da un alone di mistero. Il giovane ne rimane subito affascinato e accetta di introdurlo nella buona società della futuristica Parigi, senza sapere che l’uomo ha intenzione di manovrarlo come un burattino, per portare a termine la sua vendetta.

Prima di raggiungere Albert e il conte a Parigi, concediamoci una deviazione sino alla prigione spaziale di If (lo Chateau d’If dell’originale) per scoprire le origini di Montecristo. Il conte, che un tempo era un semplice pilota di astronave (astro/vascello) è stato accusato, ingiustamente, di essere una spia da quelli che considerava essere suoi amici e strappato dalle braccia della bella Mercedes, proprio quando stava per sposarla. Dopo aver spedito il suo rivale in carcere, il futuro padre di Albert ha ottenuto la mano, se non l’amore di Mercedes, e infinite ricchezze. Albert ha potuto vivere nell’agiatezza, in una sorta di gabbia dorata. Il suo destino, con tanto di fidanzamento combinato, sembrava deciso, almeno sino al fatidico incontro con il conte.

Prendiamo un vascello/astronave per Parigi dove Dantes è già entrato in azione:i suoi diabolici piani mirano a distruggere non solo la famiglia di Albert, ma anche quella delle sua futura fidanzata e di una sua amica, che, guarda caso, sono figlie degli altri due uomini che hanno tramato contro Edmond.

Allontaniamoci per un attimo dallo sprovveduto Albert e incontriamo l’eroe imperfetto della situazione:Franz d’Epinay, il migliore amico del giovane Morcerf, che nell’anime, diversamente dal romanzo, svolge un ruolo di primo piano. Franz potrebbe dare l’impressione di essere un frivolo damerino, ma ha un cervello fino: fin da subito è stato insospettito dalle maniere del conte e dal suo strano aspetto. Nel romanzo, Dantes ha il colorito pallido e i denti aguzzi di Dracula, ma non è un vampiro; invece, in Gankutsuou il conte è davvero un mostro: ha venduto la sua anima a un demone, per poter fuggire da If e sta mano a mano perdendo ogni minimo barlume della sua umanità. Franz, che ama disperatamente Albert ed è il personaggio più tragico e profondo dell’anime ha deciso di fare di tutto per aprire gli occhi all’amico e si prepara ad affrontare Montecristo.

Tra le mura di eleganti palazzi e nelle strade di Parigi 2.0 si succedono una serie di sfortunati eventi che portano Albert ad aprire gli occhi sulle vere intenzioni del conte e a compiere il passaggio da ragazzo sprovveduto a uomo. Lasciamo lo spazio e il futuro per ritornare a Montecristo.

Presto prenderemo il largo per veleggiare verso Marsiglia e scoprire la storia dell’altro Conte di Montecristo: l’originale. Nel frattempo, sentitevi liberi di girovagare per l’isola.