La montagna dell’anima

gao xingjian la montagna dell'anima

Ho rischiato di perdermi tra le montagne, i paesini e i templi di una Cina d’inchiostro. Cose che capitano quando una blogger come Serena Lavezzi, esperta di letteratura del Sol Levante, ti consiglia un autore. Grazie a lei, ho conosciuto il premio nobel Gao Xingjian e mi sono smarrita tra le pagine de La Montagna dell’anima. Lei mi aveva messa in guardia, avvertendomi che a volte questo scrittore rischia di farti inciampare, di intrappolarti con i suoi fili di parole: devi prestare attenzione e osservare l’intera ragnatela per capirlo.
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Di seta e di sangue: il vestito mandarino rosso

Di seta e di sangue Qiu Xialong

Qipao: questa parola evoca subito atmosfere esotiche, frusciare di seta e l’immagine di donne bellissime e sensuali. Questo abito tradizionale cinese è al centro di Di seta e di sangue, un giallo ambientato a Shanghai, in un Cina in bilico tra passato e presente, tra capitalismo e socialismo, tra erotismo e violenza.
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Sorgo rosso

Un paragrafo per immergersi nei campi di sorgo, nella Cina di Mo Yan, uno per commuoversi davanti alla poesia delle sue descrizioni, uno per prendere il respiro prima di affrontare un mondo cupo e violento. In Sorgo rosso, il rosso è il colore dominante: fulve le foglie; scarlatte le labbra di una donna fatale; porpora i tramonti; scarlatto il sangue versato.
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