Serenata senza nome

serenata senza nome

Insomma, da quanto continuate a trascinarvi… in questo rapporto che non vi dona altro che sterile sentimentalismo e lacrime d’infelicità? (Black Butler, vol.7, Yana Toboso)

L’amore ti strazia, ti fa salire le lacrime agli occhi, è una canzone triste che risuona nelle strade bagnate di pioggia, ma è anche una melodia che può finire con l’annoiare. In Serenata senza nome, di Maurizio de Giovanni, la passione gioca un ruolo centrale e si declina in diverse sfumature: per uno strano ossimoro, è al centro sia delle pagine più riuscite che di quelle che avrei preferito non dover leggere.
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La donna in gabbia

la donna in gabbia copertina

Ancora tu, ma non dovevamo vederci più? La donna in gabbia è l’ennesimo giallo dall’ambientazione nordica sul mio comodino. Nonostante avessi appena finito di leggere I poeti morti non scrivono gialli, un romanzo che fa il verso ai tanti, forse troppi, bestsellers polizieschi.
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I poeti morti non scrivono gialli

i poeti morti non scrivono gialli

Una specie di giallo. Un titolo simile cattura subito l’attenzione del lettore e lo lascia spiazzato. Le uniche certezze sono il nome dell’autore, Björn Larsson, e l’illustrazione di copertina: un porto avvolto in una luce che suggerisce subito atmosfere boreali. Vengono subito in mente due parole, che ormai sembrano indissolubilmente legate, giallo e Svezia.
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Il giorno dei morti

Il giorno dei morti De Giovanni

Tra una cosa e l’altra, ho deciso di recuperare alcuni dei romanzi del commissario Ricciardi, per completare la serie. Le storie di De Giovanni danno il loro meglio quando vengono lette nella stessa stagione in cui sono ambientate: allora si ha davvero l’impressione di stare respirando la stessa aria dei personaggi. Però, almeno dalle mie parti, questo dicembre è stato così autunnale da farmi sentire nell’atmosfera perfetta per sfogliare Il giorno dei morti.
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