Fuochi: impressioni di lettura

fuochi marguerite yourcenar

Sgattaiolo fuori dalla tenda imperiale. Mi lascio alle spalle Adriano e le sue memorie: lo ho ammirato, condivido la sua passione per i libri, ma non sono riuscita ad amarlo. Forse devo assecondare la mia natura, il mio ormai radicato disamore per la latinità (troppa metrica e troppe declinazioni mi hanno allontanata da Virgilio e compagnia bella) e lasciarmi tentare dai Fuochi (Opere, Bompiani, 2005) che vedo brillare laggiù. Il libro che, un tempo, Marguerite Yourcenar sperava non venisse mai letto, mi tenta molto di più del romanzo che le ha regalato tanta fama. Continua a leggere

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L’Aleph

l'aleph jorge luis borges

Perdersi nel labirinto della letteratura. Ecco cosa succede a chi, dopo aver letto Il nome della rosa, decide di saperne di più sul bibliotecario Jorge e sullo scrittore che si nasconde dietro la sua sinistra figura. Lasciamo i meandri dell’abbazia, inoltriamoci nelle strade di una labirintica Buenos Aires e smarriamoci nel fantastico fervore letterario di Borges. L’Aleph (Feltrinelli, 2007) assomiglia a una grande ragnatela di storie (prendo in prestito un’immagine di Tabucchi): Continua a leggere

“Fuori Salone” 2: Domingo il favoloso

domingo il favoloso giovanni arpino

Una chiromante ha provato ha leggermi la mano. Per convincermi delle sue capacità medianiche, ancor prima di dare un’occhiata alle linee del mio palmo, ha affermato che ero triste per colpa di un amore finito. Ehm, no. Non ci ha preso. Mi chiedo cosa sarebbe successo se, invece di quella profetessa della domenica, avessi incontrato una zingara preveggente come quella che compare nel romanzo Domingo il favoloso di Giovanni Arpino (Opere scelte, Mondadori, 2005). Probabilmente, sarei scappata via a gambe levate. Continua a leggere

“Fuori Salone”: la Torino di Arpino

un'anima persa giovanni arpino

Neanche quest’anno andrò al Salone del Libro (c’è anche di mezzo una quanto mai bislacca promessa che prima o poi infrangerò), così ho deciso di dare il via al mio personale “Fuori Salone”: due incontri dedicati a uno scrittore che ha tramutato la città in cui si svolge SalTo in una metropoli sulfurea. Giovanni Arpino ha trasformato l’austera capitale sabauda in un’inquietante, ma affascinante, Madama viziosa, dal cuore ammuffito. In Un’anima persa (Opere scelte, Mondadori, 2005) Torino fa da sfondo alla vicenda di un Jekyll nostrano. Continua a leggere