Pastorale americana

Pastorale americana, Philip Roth

Bugie, sono tutte bugie, pensavo mentre Seymour Levov, “lo Svedese”, nei primi capitoli di Pastorale Americana, parlava della sua vita perfetta, perfettamente americana, allo scrittore Zuckerman. Sono dentro a un romanzo di Philip Roth, mi dicevo, l’autore che sa guardare nell’abisso: non è possibile che la storia del protagonista sia questa, che sia l’incarnazione del nulla, che lui sia solo un esemplare padre di famiglia. I due proseguivano il pranzo, condito da banalità; io, intanto, come un cannibale, aspettavo la portata principale: il segreto, il dolore che si annidava dietro la linda facciata borghese dello Svedese.
Continua a leggere