Palazzo Yacoubian: le anime inquiete del Cairo

Palazzo Yacoubian Il Cairo

Sfogliando alcuni libri ci si imbatte in una cartina della città, reale o immaginaria, in cui si svolgeranno le vicende, o nell’albero genealogico dei protagonisti. All’inizio di Palazzo Yacoubian, ci aspetteremmo di trovare un’immagine dello stabile, aperto come una casa di bambola, a mostrare gli appartamenti e i nomi dei personaggi che lo abitano. Dagli sgabuzzini sul tetto, rifugio dei più poveri, sino a piani nobiliari, in un traffico di anime inquiete.
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Pamuk e la sua Istanbul: La stranezza che ho nella testa

la stranezza che ho nella testa orhan pamuk copertina

Ogni strada percorsa è un filo di un arazzo in continua evoluzione, che si espande e muta disegno di anno in anno: la città non mostra mai lo stesso volto. A ogni passo, pensieri e emozioni si sovrappongono alla topografia che diventa un tutt’uno con un’altra mappa più intima, sentimentale, ma non per questo meno reale. Mevlut Karataş, il protagonista del romanzo La stranezza che ho nella testa, ama percorrere a piedi la sua Istanbul, lo specchio in cui si riflettono le sue idee e i suoi turbamenti, l’ altro universo che occupa la sua mente:
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I Rituali di Cees Nooteboom

emile zola portrait manet

Cerimonie che si eternano, istanti in cui sacro e profano si confondono: sono i Rituali di Cees Nooteboom. L’unica risposta a un mondo in cui è difficile trovare un senso all’esistenza, in cui le vecchie religioni non danno più conforto.

La copertina, un dettaglio del dipinto Ritratto di Émile Zola, preannuncia l’atmosfera del volume: entriamo in punta di piedi in uno studio, in un ambiente intimo dominato dall’arte, dove fa bella mostra di sé una stampa che preannuncia il tema del “mondo della sofferenza”. Questo sancta sanctorum non è altro che la mente del protagonista del volume, Inni Wintrop, in cui si susseguono frammenti di ricordi, impossibili da ordinare e da dominare. Così come i nostri giorni sono in balia di forze esterne, di avvenimenti che non possiamo prevedere, allo stesso modo l’inconscio è una macchina fotografica impazzita che scatta istantanee casuali.

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Eureka Street: la Belfast senza cuore di Robert McLiam Wilson

Eureka Street McLiam Wilson

Belfast è un crogiolo di tensioni, di identità e appartenenze sempre pronte a dare vita a una scintilla che può trasformarsi in un incendio. Robert McLiam Wilson, in Eureka Street, ci porta per le sue strade, con un’inconsueta e feroce ballata in cui a scorci lirici si alternano schegge della più graffiante e nera ironia. Il suo è un canto d’amore crudele, una denuncia, un viaggio sentimentale tra intrecci di anime condannate dal seme di un’antica discordia.
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