La marcia di Radetzky: il senso di una fine

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Il senso di una fine. Ne La marcia Radetzki lo scrittore Joseph Roth mette in scena il tramonto dell’Impero Austro-Ungarico, intrecciandolo ai rami di un albero genealogico, quello dei Trotta. Nell’arco di tre generazioni, un regno declina, mostra fratture che si riveleranno fatali, mentre il suo imperatore si avvia verso la morte.
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Un sacchetto di biglie

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Un bambino dovrebbe andare a scuola, giocare, avere una casa e una famiglia. Non dovrebbe mai essere costretto a scappare e ad abbandonare i suoi cari. Sembra ovvio, scontato come le parole c’era una volta con cui iniziano le favole, invece non è così: ci sono mostri, che possono rubarti l’infanzia e la vita, da cui bisogna fuggire. Joseph Joffo, l’autore del romanzo Un sacchetto di biglie, li ha conosciuti.
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C’è un re pazzo in Danimarca… e non è Amleto

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Dario Fo aveva l’innato talento del narratore: sapeva trasportare spettatori e lettori nel passato per illuminarlo e reinterpretarlo, con semplicità e saggezza. In C’è un re pazzo in Danimarca ha saputo dosare sapientemente realtà storica e umorismo, per trasportarci alla corte di Cristiano VII, il re matto.
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Nel ventre di Torino

-Sono stato al Museo Micca. Mi sono piaciute soprattutto le gallerie.-

A queste parole, mi sono voltata verso il signore in fila accanto a me, mentre nella mia mente cominciavano a scorrere immagini di tunnel e avventurieri in stile Indiana Jones. Ero in coda per visitare il Palazzo e l’Armeria Reale, ma stavo già pensando all’altro museo. Sono cresciuta divorando romanzi d’avventura e guardano film in cui i protagonisti si ritrovano sempre a fuggire da esplosioni in gallerie sotterranee o scoprono dei passaggi segreti. Non potevo non andare.
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