“Fuori Salone”: la Torino di Arpino

un'anima persa giovanni arpino

Neanche quest’anno andrò al Salone del Libro (c’è anche di mezzo una quanto mai bislacca promessa che prima o poi infrangerò), così ho deciso di dare il via al mio personale “Fuori Salone”: due incontri dedicati a uno scrittore che ha tramutato la città in cui si svolge SalTo in una metropoli sulfurea. Giovanni Arpino ha trasformato l’austera capitale sabauda in un’inquietante, ma affascinante, Madama viziosa, dal cuore ammuffito. In Un’anima persa (Opere scelte, Mondadori, 2005) Torino fa da sfondo alla vicenda di un Jekyll nostrano. Continua a leggere

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Praga tra le righe: Utz

utz bruce chatwin praga tra le righe

Il viaggio letterario di oggi ci porta in una Praga soffocata dalla cortina di ferro: gli intellettuali cechi devono fronteggiare un nuovo e sinistro Golem, quello del totalitarismo. In Utz di Bruce Chatwin (La biblioteca di repubblica, 2003) la parabola esistenziale di un collezionista di porcellane si intreccia con il destino della capitale boema. Kaspar, un cultore della porcellana di Meissen, ama e odia la metropoli: è incantato dal suo fascino misterioso e dal suo passato alchemico, ma aborre le trasformazioni che le sono state imposte dai corsi e ricorsi storici. Continua a leggere

È Oriente

è oriente paolo rumiz

Sono sempre diffidente nei confronti dei libri che riuniscono articoli già pubblicati su riviste e “rivitalizzati” con una, più o meno modesta, percentuale di brani inediti: ho sempre paura di scorgere i punti di sutura, di provare fastidio per la mancanza di una visione unitaria. È Oriente di Paolo Rumiz (Feltrinelli, 2003) raccoglie sei reportage, inediti e non. Il punto di contatto tra questi materiali eterogenei è il desiderio di esplorare quel groviglio di frontiere e inquietudini che siamo soliti chiamare Europa dell’Est. Continua a leggere

Torino da leggere: La carrozza di tutti

la carrozza di tutti de amicis torino

Un anno in un minuto. Tra gli alberi del Valentino si nasconde una fontana dedicata ai dodici mesi: percorrendo la scalinata che la cinge e lasciandosi alle spalle, l’una dopo l’altra, le marmoree personificazioni dei mesi, si ha l’impressione di stare sfogliando a velocità folle un calendario. Quelle statue sono i numi tutelari del nostro viaggio letterario: quattro stagioni e quindici linee tranviarie da attraversare per immergersi nell’atmosfera della Torino di fine Ottocento. Siete pronti a salire sulla Carrozza di tutti di De Amicis? (De Ferrari, 2008). Continua a leggere